
Dietro a ogni espressione c’è una storia. E quella del “pomo della discordia” affonda le radici in un banchetto tra dèi, una mela d’oro e un capriccio celeste capace di cambiare il destino del mondo.
Tutto cominciò con una mancata invitata all’Olimpo: la dea Eris, personificazione della Discordia. Offesa per non essere stata inclusa a un sontuoso simposio divino, decise di lasciare in sala un dono avvelenato dalla vanità: un pomo d’oro con inciso “Alla più bella”. Bastò questo gesto a scatenare la tensione tra tre dee: Era, Atena e Afrodite, ognuna convinta di meritare quel frutto scintillante. Zeus, troppo saggio o troppo furbo per mettersi in mezzo, affidò la scelta al principe troiano Paride.
Atena gli offrì vittorie in ogni battaglia. Era, il dominio su vasti regni. Ma fu Afrodite ad avere la meglio, promettendogli l’amore di Elena, la donna più bella sulla terra. Paride le porse la mela. E da quel gesto nacque il seme della guerra di Troia: Elena, moglie del re spartano Menelao, fu rapita, dando inizio a uno dei conflitti più celebri della mitologia antica.
Ma la mela, in tutta la sua semplicità, non smise di essere carica di simboli anche nei secoli successivi.

Dalla tribou di Zazibou