Roberto Leydi e Sandra Mantovani: la Milano che inventava il futuro

LibriAprile 15, 2026

Un libro entra in una casa e finisce per raccontare una città. Roberto Leydi e Sandra Mantovani, 1949-1958. Interno d’arte e cultura di due intellettuali, curato da Domenico Ferraro per Squilibri Editore, ricostruisce un decennio in cui Milano prende forma come laboratorio culturale, tra incontri, esperimenti e relazioni che cambiano il corso della musica e delle arti in Italia.

Al centro ci sono Roberto Leydi e Sandra Mantovani, coppia nella vita e nel lavoro. Il libro parte dalle loro lettere e dalle passioni condivise: dipinti, libri, copioni, marionette, musica elettronica. Oggetti che raccontano una quotidianità attraversata da un’energia culturale fuori scala.

Intorno a loro si muove una rete impressionante: Elio Vittorini, Giorgio Strehler, Paolo Grassi, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, fino a Luciano Berio e Umberto Eco. Una comunità che si ritrova tra il Piccolo Teatro, i locali jazz e le strade di Brera, dove artisti e grafici contribuiscono a una sorta di collezione domestica fatta di scambi e amicizie.

In questo clima nascono esperienze decisive. Nel 1954 Leydi lavora con Berio e Bruno Maderna a Ritratto di città, tra i primi esempi italiani di musica concreta ed elettronica nello Studio di Fonologia della Rai. Nello stesso anno firma con Tullio Kezich un lavoro sulle canzoni di protesta americane che apre alla ricerca sulla musica popolare e porterà al Nuovo Canzoniere Italiano.

Il libro tiene insieme tutto questo senza trasformarlo in elenco. Fa vedere come nascono le idee quando esiste una comunità che le sostiene. Milano, in quegli anni, funziona così: un intreccio continuo tra vita privata, ricerca artistica e spazio pubblico. Un ritratto preciso, pieno di movimento, che racconta un tempo in cui sperimentare sembrava naturale. E in cui la cultura aveva il coraggio di prendere posizione.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...