PRIMA CHE FACCIA BUIO. Domenico Ventura alla Rocca Paolina: sogno, dissenso e pittura visionaria

MostreLuglio 10, 2025

Fino al 14 luglio 2025, la Sala Cannoniera della Rocca Paolina di Perugia ospita “Prima che faccia buio”, una mostra intensa e coinvolgente dedicata all’opera di Domenico Ventura (Altamura, 1942 – 2021), a cura di Raffaele Quattrone.

Più che un’esposizione, è un viaggio: trentadue tele dense e inquietanti si stagliano sulle pareti austere di uno degli spazi più suggestivi della città, in un cortocircuito potente tra pittura e architettura, tra la visione disturbante dell’artista e la solennità storica della Rocca.

Ventura, figura schiva ma radicale nel panorama della pittura italiana del secondo Novecento, ha lasciato una produzione visionaria e satirica, sospesa tra ironia e lirismo, spiritualità e dissacrazione. In Umbria — dove trascorse parte della sua formazione tra i frati minori conventuali di Assisi — mise radici invisibili ma persistenti, che riemergono oggi tra i chiaroscuri di questa mostra.

I suoi quadri — volti smarriti, oggetti-simbolo, corpi dissonanti — sembrano affiorare da un sogno che si dissolve appena ci svegliamo. Nulla è esplicito: tutto è alluso, deformato, caricato di un senso che sfugge e seduce. Ventura dipinge un’umanità grottesca e tenera, attraversata da un senso del sacro che si mescola al ridicolo, come in un film di Fellini, o in un incubo popolare alla David Lynch. Echi poetici di Lucio Dalla, atmosfere calviniane, ma sempre con una voce propria: inconfondibile.

Il percorso espositivo, scandito come una sequenza di fotogrammi, ci conduce attraverso un diario per immagini, una trama visiva che interroga lo spettatore più che rassicurarlo. La pittura, per Ventura, è sempre stata necessità e liberazione: un modo per dare forma all’indicibile, per illuminare ciò che si agita nel buio.

E proprio il buio, in senso simbolico e reale, è il cuore della mostra. Il titolo “Prima che faccia buio” evoca una soglia: quel momento sospeso in cui il giorno svanisce e tutto si fa fragile, ambiguo, rivelatore. Le opere esposte abitano quel confine sottile tra veglia e sogno, tra visione e allucinazione.

All’interno della Rocca Paolina — simbolo storico della dominazione pontificia, oggi spazio della memoria e dell’arte — i quadri di Ventura diventano apparizioni. Silenziose, potenti. Racconti pittorici che non cercano di spiegare, ma di restare. Come certe immagini che si insinuano e non ti lasciano più.

INFO
Sala Cannoniera, Rocca Paolina – Perugia | Fino al 14 luglio 2025, tutti i giorni, ore 11.00 – 19.00
Ingresso gratuito

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