Prato al centro del femminismo contemporaneo: torna il Festival Femminista 2026 tra pratiche collettive, arte e comunità

POPPEFestivalGennaio 28, 2026

E per tutto il mese di febbraio Prato si tinge di femminismo, pratiche collettive e visioni plurali con la quarta edizione del Festival Femminista, promosso dall’Associazione Ipazia, che dal 5 al 28 febbraio 2026 trasforma la città in un laboratorio diffuso di incontri, laboratori, spettacoli, cinema e momenti di confronto.

Tra i progetti protagonisti torna anche gioia libera tuttə, iniziativa di CCT studio dedicata alla mappatura e al racconto dell’Italia femminista, che quest’anno partecipa al Festival con una serie di appuntamenti e una raccolta fondi per sostenere le attività del 2026. Un’edizione che si conferma sempre più intersezionale, multiculturale e partecipata, grazie al coinvolgimento di una rete territoriale in costante crescita e a circa trenta eventi ospitati in dieci luoghi simbolo della città: dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci alla Biblioteca Lazzerini, dal Cinema Terminale ai circoli ARCI, fino agli spazi educativi e universitari.

Il cuore pulsante del Festival restano i talk del sabato pomeriggio al Centro Pecci, dedicati quest’anno ai temi della salute, del lavoro e dello sport, con ospiti provenienti da tutta Italia. Si parla di salute mentale legata al lavoro, di menopausa e stereotipi sull’età, di invisibilità nello sport femminile e di rapporto con il corpo, in un percorso che intreccia esperienze personali, ricerca e attivismo.

Accanto ai momenti di approfondimento, il programma si arricchisce di numerosi laboratori pensati per pubblici diversi. Tra questi spiccano i Cerchi Femminili Plurali, organizzati dal collettivo Women Attack! in collaborazione con gioia libera tuttə: quattro incontri creativi e transculturali che attraversano pratiche artistiche come il foto-collage, l’artigianato tessile, la moda sostenibile e l’arteterapia, in uno spazio di ascolto aperto anche a donne non italofone. Sempre a cura di gioia libera tuttə arriva per la prima volta Guerrierə Zen, laboratorio di meditazione in movimento che unisce danza consapevole e pratiche di cura per trasformare rabbia e fatica quotidiana in forza creativa e consapevolezza.

Non mancano i percorsi di autocoscienza, i laboratori sul consenso, quelli dedicati alla rappresentazione dei pregiudizi nelle scuole e gli appuntamenti che mettono al centro corpo, desiderio e trasformazione, come l’incontro sulla menopausa curato da ReVulva.

Il Festival è anche spettacolo e socialità: stand up comedy con Monir Ghassem, concerti live, karaoke, dj set e performance che raccontano il corpo come spazio politico e rivoluzionario. Ampio spazio anche al cinema, con una rassegna al Cinema Terminale e una proiezione speciale per bambinə curata dalla Casa del Cinema di Prato, tra corti animati e laboratori creativi.

Tra le nuove collaborazioni di questa edizione spiccano Monash University, Capanno 17 e il Coordinamento delle Donne Migranti di Prato, che propone una tavola rotonda dedicata a femminismo, antirazzismo e libertà, accompagnata da momenti conviviali e multiculturali. In calendario anche due presentazioni di libri con le autrici: Irene Facheris con Tutti gli uomini (possono cambiare le cose) e Sandra Cane con Trans, una poetica del paradosso.

A dare volto visivo al Festival Femminista 2026 è l’illustrazione di Domitilla Marzuoli, che firma la locandina ufficiale, contribuendo a rafforzare il legame tra arte contemporanea e attivismo culturale che attraversa l’intero progetto.

Coerentemente con la sua visione politica, il Festival mantiene l’accesso gratuito alla maggior parte degli eventi, con prenotazione consigliata su Eventbrite, rendendo la cultura femminista un bene condiviso e accessibile.

Per gioia libera tuttə, la presenza al Festival è anche occasione di incontro diretto con il pubblico: ogni sabato pomeriggio di febbraio il progetto sarà presente al Centro Pecci con un tavolo informativo per raccontare la propria mappatura dell’Italia femminista e invitare tutte e tutti a partecipare attivamente.

Un mese intenso che conferma Prato come uno dei poli più vivaci del femminismo contemporaneo in Italia, capace di unire riflessione, pratica, arte e comunità in un’esperienza collettiva che va oltre l’evento, diventando spazio politico, culturale ed emotivo.

Tutti gli aggiornamenti e il programma completo sono disponibili sui canali social dell’Associazione Ipazia e di gioia libera tuttə.

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