
Con il suo nuovo romanzo (minimum fax), Veronica Galletta ci riporta a Santafarra, quel luogo immaginario ma incredibilmente vivo che già avevamo conosciuto in “Pelleossa”. Dopo il successo del suo esordio e il prestigioso riconoscimento ricevuto con “Nina sull’argine”, Galletta torna con una storia densa di emozioni e trasformazioni.
Il libro, ambientato nella Sicilia del dicembre 1967, ci introduce nella vita di Paolo Rasura, un uomo che aveva sognato di frequentare l’Accademia di Belle Arti, ma che ora, a trent’anni, vive a Palermo, fa il pittore di carretti e sente di aver sprecato la sua occasione. Il ritorno a Santafarra, in occasione del funerale di Filippu, eccentrico scultore e suo maestro d’arte, diventa per Paolo un viaggio tra i cocci del passato e le opportunità mancate.
Il paese che aveva lasciato non è più lo stesso: le opere di Filippu, che un tempo erano state la sua guida, adesso parlano a una banda di ragazzini capeggiata dalla combattiva Francesca. I ragazzi si battono per impedire l’esproprio del Giardino, popolato dalle sculture di Filippu, minacciato dalla costruzione di una superstrada. In questo scenario, il protagonista si confronta con i fantasmi delle sue aspirazioni e con una realtà in rapida trasformazione.
Galletta intreccia con grande maestria storie personali e tensioni collettive, dipingendo un paese sull’orlo della trasformazione, tra speculazioni edilizie, traffichini senza scrupoli, antiquari misteriosi e segreti sepolti. La narrazione si snoda tra il rimpianto di Paolo per le vite che avrebbe potuto vivere e la lotta per preservare un patrimonio culturale destinato alla distruzione.
Con una scrittura intensa e visionaria, Veronica Galletta ci regala un affresco di una Sicilia in bilico, all’alba del terremoto del 1968, dove le crepe del passato si riflettono nelle storture del presente. Un romanzo che conferma la capacità dell’autrice di raccontare luoghi e personaggi con una profondità rara, rendendo Santafarra uno specchio delle contraddizioni e delle bellezze della sua terra. Questo è il nuovo libro di Veronica Galletta, una lettura imperdibile per chi ama le storie radicate nella memoria e aperte alla trasformazione.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.