«Non può patriarcare per sempre»: Sted racconta la violenza di genere a fumetti

Libri, Nuove usciteNovembre 2, 2026

In uscita l’11 novembre per le plurali editrice, il libro di Stefania Lancia mette a fuoco stereotipi e rapporti di potere che alimentano la violenza contro le donne, interrogandosi sulle possibilità di una risposta collettiva.

Il racconto pubblico della violenza contro le donne si concentra spesso sul singolo caso: la biografia dell’aggressore, le abitudini della vittima, i segnali che qualcuno avrebbe dovuto riconoscere. Ogni nuova vicenda riapre discussioni che sembrano ripartire da zero, mentre il contesto culturale nel quale quella violenza prende forma scivola ai margini. È su questo contesto che si concentra Non può patriarcare per sempre. La violenza contro le donne e come sradicarla, il nuovo libro a fumetti di Stefania Lancia, in arte Sted, in uscita l’11 novembre per le plurali editrice.

L’autrice affida a un proprio alter ego e al suo aiutante un percorso fra cronaca e pensiero femminista. Il fumetto diventa lo strumento per mettere in relazione episodi che occupano il dibattito pubblico con i meccanismi di potere che li precedono e li accompagnano. Il punto è capire come certe convinzioni acquistino legittimità, come vengano ripetute e quale ruolo abbiano nel rendere accettabili comportamenti di controllo e sopraffazione.

Fra i casi affrontati figurano le vicende di Giulia Cecchettin e Gisèle Pelicot, accanto al fenomeno degli incel e allo scandalo della pagina “Mia moglie”. Materiali diversi, che permettono di interrogare anche il linguaggio con cui la violenza viene commentata e condivisa. Perché il discorso pubblico contribuisce a definire le responsabilità, orienta lo sguardo di chi legge e può esporre chi ha subito un abuso a ulteriori forme di giudizio.

Uno dei nuclei del libro riguarda proprio la vittimizzazione secondaria: l’esperienza di chi, dopo la violenza, deve affrontare sospetti, insinuazioni e richieste di giustificare il proprio comportamento. L’attenzione si sposta così sulle domande rivolte alle donne, sulle aspettative imposte alle loro reazioni, sulla credibilità che viene concessa o sottratta alle loro parole. Un terreno sul quale gli stereotipi producono conseguenze concrete.

Sted prende posizione anche rispetto alla rappresentazione dell’aggressore come un mostro, figura eccezionale da collocare fuori dalla società. Una lettura rassicurante per chi osserva, che rischia però di lasciare in ombra la familiarità di certe dinamiche. Se la violenza trova alimento in rapporti di potere radicati, comprenderla richiede di esaminare anche ciò che viene considerato ordinario: le idee sul possesso, le gerarchie nelle relazioni, il diritto di decidere della libertà altrui.

Da qui nasce l’apertura alla giustizia trasformativa, proposta come prospettiva per ragionare sul cambiamento delle condizioni che rendono possibile la violenza. Il tema porta il discorso sulle responsabilità collettive e sulle pratiche con cui una comunità può intervenire. Una questione che riguarda l’educazione e il modo in cui costruiamo le relazioni, oltre alla risposta ai singoli episodi.

L’uscita si inserisce nel mese della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre. In questo contesto, Non può patriarcare per sempre propone il fumetto come spazio di divulgazione e discussione politica, mettendo il linguaggio visivo al servizio di domande che chiedono tempo e attenzione anche dopo le ricorrenze.

Realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, il volume sarà in prevendita dal 4 novembre. Le prime presentazioni porteranno Sted in diverse città italiane, da Civitanova Marche a Budrio, fino a Firenze e Milano: occasioni per proseguire il confronto fuori dalla pagina, dove le parole possono diventare materia di una conversazione condivisa.

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