
Giovedì 10 aprile, ore 20.30 – Roma Tre Orchestra e Giovine Orchestra Genovese, dirette da Pietro Borgonovo, portano in scena un programma che intreccia la grazia classica di Mozart con la profondità sperimentale del Novecento italiano.
Una serata che attraversa i secoli, mettendo in dialogo l’armonia luminosa di Wolfgang Amadeus Mozart con la tensione visionaria di due grandi del Novecento: Luigi Nono e Luigi Dallapiccola. È questa la proposta della Roma Tre Orchestra in collaborazione con la Giovine Orchestra Genovese, in un concerto diretto da Pietro Borgonovo che promette di essere tanto audace quanto poetico.
In apertura e chiusura, due sinfonie tra le più note e intense del genio salisburghese: la n. 25 e la n. 40, entrambe in sol minore. Due opere che, pur nella loro classicità, parlano con voce sorprendentemente moderna, capaci di emozionare per la loro tensione drammatica, per la bellezza cristallina della scrittura, per la loro forza narrativa senza tempo.
Al centro del programma, il cuore pulsante del Novecento musicale italiano. Luigi Nono, figura chiave dell’avanguardia europea, è rappresentato da Canti per 13 e Incontri per 24 strumenti, entrambi composti nel 1955. Sono brani che esplorano i confini del suono e del silenzio, della forma e della frammentazione, dando vita a paesaggi acustici carichi di tensione e significato. In Nono, la musica diventa strumento di indagine politica, sociale, ma anche spirituale: ogni suono è una scelta, ogni pausa è una domanda.
Accanto a lui, Luigi Dallapiccola, altro grande innovatore della scena musicale italiana del XX secolo, propone con la Piccola musica notturna una parentesi più raccolta e meditativa. Breve e raffinata, l’opera del 1954 disegna un’atmosfera rarefatta, quasi onirica, fatta di colori orchestrali delicatissimi e sfumature impercettibili. Una musica della notte che non dorme, ma veglia, ascolta, riflette.
“Costruiamo una nuova tradizione” è più di un titolo: è una dichiarazione d’intenti. Mettere Mozart accanto a Nono e Dallapiccola non significa solo accostare linguaggi diversi, ma esplorare i ponti invisibili che attraversano il tempo. Un invito all’ascolto consapevole, che riconosce nella grande musica – classica o contemporanea – la capacità di parlare all’oggi, e di riscrivere ogni volta le nostre mappe interiori.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.