MOOD: “YODA”, la forza interiore che danza nel caos

STAZIONE MUSICAOttobre 25, 2025

Otto anni di silenzio possono essere un’eternità o un respiro trattenuto troppo a lungo. Per i Mood, duo modenese formato da Daniele Maini e Francesco Molinari, è stato il tempo necessario per cambiare pelle, per tornare con un suono che non ha paura di sporcarsi di elettronica, di ritmo, di mondo. Il nuovo singolo, “YODA”, in uscita venerdì 24 ottobre per la label indipendente Transition Totem, è la loro rinascita: un rito sonoro che mescola groove tribali, big beat distorti e melodie arabeggianti.

Fin dai primi secondi, “Hello?! Thought I’d explain some shit…”, la traccia sembra spalancare un portale. Dentro, convivono pulsazioni africane e synth ruvidi, il richiamo alle radici della dance anni Duemila e la ricerca di una spiritualità concreta, terrena. È come se The Prodigy e Chemical Brothers avessero deciso di suonare a un matrimonio mediorientale: una Zaffah industriale, satura di energia e contrasti.

Il titolo, ovviamente, rimanda al maestro Jedi di Star Wars, ma per i Mood il riferimento va oltre la citazione pop. «Yoda rappresenta l’essenza stessa della resistenza,» spiegano i due, «e se dovessimo riassumerlo in una parola diremmo Sumud.» Una parola araba che significa “fermezza”, “tenacia”, “resilienza”. Ed è esattamente questo che la traccia trasmette: la forza di restare saldi in un mondo che crolla, di danzare nella tempesta senza perdere il centro.

Prodotto insieme a Raffaele Marchetti (che firma anche registrazione, mix e master presso l’Audio Brothers Studio di Ferrara), “Yoda” è costruito come un mantra elettronico: la struttura cresce e si sfalda, la tensione si accumula fino a esplodere in un ritmo quasi catartico. Dietro la potenza sonora, c’è la storia di un duo che ha sempre messo la relazione col pubblico al centro: “No stage, best stage” è il loro motto. Dal debutto del 2015 con l’album Mood fino a Out Loud del 2017 (Upupa Produzioni, To Lose La Track, Irma Records), Maini e Molinari hanno attraversato club e festival italiani con un suono che mescola punk, elettronica e intensità emotiva. Con “Yoda” scelgono di non guardarsi indietro, ma di affermare un presente più viscerale, più contaminato, più libero.

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