Mimmo Jodice torna a raccontare il Mediterraneo: a Matera la prima grande mostra dopo la sua scomparsa

ARTEGiugno 30, 2026

Il Mediterraneo come luogo della memoria, dello sguardo e del tempo. Dal 7 luglio all’8 novembre 2026 i Musei Nazionali di Matera – Palazzo Lanfranchi ospitano “Mimmo Jodice. Mediterraneo”, la grande mostra curata da Carlo Sala dedicata a uno dei più importanti fotografi italiani del Novecento. L’esposizione rappresenta la prima grande monografica istituzionale organizzata dopo la scomparsa di Mimmo Jodice e inaugura un percorso destinato a proseguire, da dicembre 2026, al Centre d’Art Moderne di Tétouan.

L’iniziativa rientra nel programma di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026 e nasce dalla collaborazione tra il Ministero della Cultura, il Comune di Matera, la Fondazione Matera Basilicata 2019, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e lo Studio Jodice. Un progetto che mette in relazione due sponde del Mediterraneo attraverso la fotografia e il patrimonio culturale condiviso.

Il percorso espositivo riunisce 83 fotografie, tra cui 68 stampe vintage ai sali d’argento realizzate direttamente dall’artista tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta per la celebre serie Mediterraneo. Accanto a queste trovano spazio cinque opere di grande formato della serie Danzatrici e dieci lavori, vintage e contemporanei, dedicati alle ricerche più recenti sul Mediterraneo. Un corpus che permette di seguire l’evoluzione di una ricerca sviluppata nell’arco di decenni.

Le immagini raccontano un Mediterraneo sospeso, quasi fuori dal tempo. Dai siti archeologici di Paestum, Pompei, Cuma e Baia fino ai paesaggi della Grecia, della Turchia, della Giordania, della Tunisia, della Francia e della Libia, Jodice costruisce un racconto in cui statue, rovine e orizzonti marini diventano materia viva. Il suo bianco e nero, ottenuto grazie a un sapiente lavoro in camera oscura, trasforma il documento fotografico in interpretazione poetica della realtà.

Tra le opere più rappresentative figurano gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e le Danzatrici del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fotografie in cui il marmo e il bronzo sembrano perdere la loro immobilità per assumere una sorprendente dimensione umana.

La mostra è accompagnata dalla nuova edizione ampliata del volume Mediterraneo, pubblicato da Marsilio Editori, che aggiorna la storica pubblicazione uscita nel 1995 per la casa editrice newyorkese Aperture in occasione dell’esposizione al Philadelphia Museum of Art. Il libro raccoglie il saggio curatoriale di Carlo Sala insieme ai contributi di Predrag Matvejević e Salvatore Settis, offrendo nuove chiavi di lettura del lavoro dell’artista.

Più che un semplice omaggio, Mediterraneo restituisce l’attualità dello sguardo di Mimmo Jodice: un fotografo che ha trasformato il paesaggio archeologico in una riflessione universale sul tempo, sulla memoria e sull’identità culturale del Mediterraneo, dimostrando come la fotografia possa continuare a reinventare il passato e a renderlo sorprendentemente contemporaneo.

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