Manuel Agnelli resta uno dei migliori musicisti in Italia e ieri lo ha dimostrato, ancora una volta

STAZIONE MUSICAAgosto 9, 2025

Dopo decenni di carriera, Manuel Agnelli e gli Afterhours continuano a riempire spazi, palchi e immaginari. Il motivo? La potenza. Quella sonora, certo, ma anche quella emotiva e scenica. Il concerto di ieri ne è stata l’ennesima dimostrazione: due ore di energia pura, di impatto frontale, di una band che non suona soltanto, ma abita il palco con una fisicità magnetica e una precisione chirurgica.

Il tour in corso conferma una condizione artistica invidiabile. Gli arrangiamenti sono taglienti ma mai gratuiti, l’effetto scenico costruito con sapienza, in cui luci e ombre lavorano come strumenti aggiuntivi. E poi c’è lui, Agnelli, che non si limita a cantare: la sua presenza fisica è un’estensione naturale della sua voce, profonda e inconfondibile, capace di passare dalla carezza al graffio nel giro di un verso.

Ma il concerto non è stato soltanto musica. Dal palco, Agnelli ha voluto parlare, lanciare messaggi chiari e necessari: un appello a non restare fermi, a non proteggere il proprio “orticello” sacrificando il bene comune, a difendere i diritti e a opporsi alla violenza sulle donne. Parole che non restano sospese nell’aria, ma si depositano e chiedono azione.

Questo panorama musicale sembra spesso anestetizzato ed è per questo che voci come la sua ricordano che la musica può e deve essere anche presa di posizione. Che l’arte non è un esercizio neutro, ma un atto di partecipazione. Per questo, più che un ringraziamento per lo spettacolo, viene da dire: grazie di esistere, Manuel. Perché stare immobili, come lui stesso ci ricorda, non serve a nulla.

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