Guardare l’Oriente con altri occhi: Heba Y. Amin arriva a Lecce

ARTEAgosto 25, 2026

Fino al 7 settembre Lecce guarda a Oriente. E lo fa mettendo insieme due artisti lontanissimi nel tempo, ma sorprendentemente vicini nelle domande: l’egiziana Heba Y. Amin e il salentino Vincenzo Valente, pittore nato a Specchia nel 1845 che nella seconda metà dell’Ottocento lasciò l’Italia per vivere e lavorare tra Alessandria e Il Cairo.

“The Future Image. Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente”, a cura di Brizia Minerva, prosegue tra la Pinacoteca del Museo Castromediano e l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa. Il progetto, vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, segna anche la prima personale italiana di Heba Y. Amin.

Nata al Cairo nel 1980, Amin lavora tra fotografia, video, performance, installazione e ricerca d’archivio. Al centro della sua pratica tornano il potere delle immagini, le eredità coloniali e il modo in cui l’Occidente ha costruito per secoli una propria idea di Oriente. Un immaginario fatto di rappresentazioni che, a forza di essere ripetute, hanno finito per incidere anche sulla realtà.

È qui che entra in scena Vincenzo Valente. Formatosi al Real Istituto di Belle Arti di Napoli, tra il 1873 e il 1874 si trasferì in Egitto. Al Cairo aprì uno studio, insegnò alla Scuola di Arti e Mestieri, lavorò nei palazzi e frequentò la comunità italiana. Alla pittura affiancò una vivace produzione di caricature dedicate a cantanti dell’Opera Khediviale, musicisti e personaggi della vita culturale cairota.

Amin ha lavorato sulle sue tracce partendo proprio dal Salento. Grazie alla collaborazione con gli eredi ha avuto accesso alle opere e all’archivio dell’artista, per poi proseguire la ricerca in Egitto. Il risultato non è una semplice rilettura storica: Valente diventa il punto di partenza per interrogare il nostro modo di guardare l’altro e per capire quanto dello sguardo orientalista continui a sopravvivere nel presente.

La mostra si divide in due luoghi. Al terzo piano della Pinacoteca del Museo Castromediano una selezione di opere di Valente, molte delle quali provenienti dalle case degli eredi e restaurate per l’occasione, dialoga con le nuove produzioni di Amin. Il percorso ricostruisce la formazione dell’artista salentino, gli anni trascorsi al Cairo e il patrimonio di documenti, fotografie, lettere e caricature legato alla sua esperienza egiziana.

Nell’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa il progetto assume invece una dimensione più immersiva e contemporanea: un video-saggio inedito, una grande scultura in cartapesta, ceramiche, serie fotografiche e altri interventi realizzati da Amin incontrano un’opera di Valente.

Dietro “The Future Image” resta fortissima anche la presenza di Brizia Minerva, ideatrice e curatrice della mostra, scomparsa prima dell’inaugurazione. Minerva aveva lavorato al progetto fino agli ultimi giorni della sua vita, esplorando l’archivio Valente e costruendo il percorso che avrebbe riportato nella Pinacoteca del Castromediano un nucleo importante di opere fino ad allora custodite nelle abitazioni degli eredi.

Il punto di partenza della ricerca è netto: l’Orientalismo non appartiene soltanto ai libri di storia dell’arte. Le immagini costruiscono mondi, stabiliscono gerarchie, alimentano stereotipi e possono trasformare una proiezione culturale in qualcosa percepito come reale. Amin parte dagli archivi per smontare questo meccanismo e osservare ciò che resta dopo.

«Quello che per me era iniziato come uno studio sulla produzione di immagini coloniali si è evoluto in qualcosa di molto più strano: la scoperta di un meccanismo attraverso il quale l’Europa riscopre ripetutamente le proprie proiezioni», spiega l’artista.

A Lecce, così, un pittore salentino dell’Ottocento e un’artista egiziana contemporanea finiscono nello stesso spazio. A separarli ci sono quasi centocinquant’anni; a unirli, una domanda ancora attualissima: quando guardiamo un luogo, una cultura o una persona lontana da noi, quanto stiamo davvero osservando e quanto, invece, stiamo semplicemente riconoscendo l’immagine che avevamo già costruito?

“The Future Image. Scavi sull’Oriente di Heba Y. Amin con Vincenzo Valente” è visitabile fino al 7 settembre. La Pinacoteca del Museo Castromediano è aperta dal martedì alla domenica dalle 9 alle 20; l’ex Chiesa di San Francesco della Scarpa dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20. L’ingresso in entrambe le sedi è gratuito.

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