
A questo punto mancava soltanto la popstar. L’intelligenza artificiale scrive, disegna, produce video, risponde alle mail, riassume riunioni e ci suggerisce persino cosa mangiare. Adesso può aggiungere un’altra professione al curriculum: cantante.
Si chiama Silica ed è il nuovo esperimento italiano che prova a portare l’AI dentro il mercato musicale senza limitarsi a usarla dietro le quinte. Silica è direttamente l’artista. O, almeno, occupa il posto che fino a ieri avremmo chiamato così.
Il 25 agosto è arrivato il suo primo disco, “74”: dieci canzoni, otto delle quali in italiano, più un brano in inglese e uno in spagnolo. Dietro il progetto c’è KITSUNE, agenzia italiana di digital marketing. La componente tecnologica interviene sulla voce, sull’aspetto della cantante e sulla realizzazione musicale; scrittura dei testi e impostazione creativa arrivano invece dal gruppo di lavoro umano.
Insomma, niente cameretta dell’adolescenza passata a imparare gli accordi. Niente provini. Niente concertino davanti a ventisette persone prima della fama. Niente ex fidanzato a cui dedicare il singolo della vendetta.
Silica parte direttamente dal prodotto finito.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più curioso dell’operazione. Perché “74” arriva in un momento in cui la discussione sull’intelligenza artificiale nella musica si sta spostando rapidamente dal “si può fare?” al “che cosa succede adesso che possiamo farlo?”.
Il disco si muove tra elettronica e pop e costruisce intorno a Silica una personalità precisa. Non viene presentata come una donna realmente esistente e successivamente smascherata: il gioco è dichiarato fin dall’inizio. Sappiamo che dietro quel volto e quella voce intervengono sistemi generativi.
E allora cambia anche la domanda.
Perché se ascoltiamo una canzone mentre guidiamo, la mettiamo nella playlist, la cantiamo sotto la doccia e magari finiamo persino per associarla a qualcuno, quanto conta che dall’altra parte del microfono ci sia effettivamente qualcuno?
È una questione che fino a pochissimo tempo fa sembrava appartenere alla fantascienza e che oggi riguarda Spotify, le case discografiche, gli autori e soprattutto noi ascoltatori.
Silica, intanto, ha già un disco.
Noi dobbiamo ancora decidere se chiamarla cantante.

Dalla tribou di Zazibou






