
Il cantautore pugliese esordisce sulle piattaforme digitali con un brano delicato e disilluso, tra nostalgia e leggerezza
Si intitola “Vincenza” ed è il primo singolo ufficiale di Gallicchio, cantautore emergente nato a Ceglie Messapica, nel cuore della Puglia. Un luogo dove – come lui stesso racconta – “chitarre acustiche e nostalgia si legano molto facilmente”. E da questo incontro nasce un progetto musicale che mescola ironia, malinconia e un tocco di scanzonata disillusione, in perfetto equilibrio tra leggerezza e profondità.
🎧 Ascolta il brano: https://song.link/Vincenza
Gallicchio – all’anagrafe e all’università – suona, scrive, balla Lindy Hop e fa il ricercatore, anche se, a suo dire, “non ha ancora trovato nulla”. Dopo anni passati tra studio e palco, tra balli swing e chilometri di maratone, nel 2024 torna alla scrittura con una rinnovata consapevolezza. Il risultato è un cantautorato intimo, essenziale e sincero, che guarda al passato senza nostalgia sterile e al presente con dolce ironia.
Scritto in un pomeriggio d’inverno trascorso a casa senza fare nulla, “Vincenza” è un brano che racconta l’inadeguatezza di chi si sente fuori posto, costretto a vivere con addosso decisioni prese da altri – o forse da una versione passata di sé.
«Nessuno sceglie il proprio nome. Nel caso di Vincenza, forse nemmeno i suoi genitori» – scrive Gallicchio.
«E allora come ci si sente, quando la cosa che ti rappresenta per prima non l’hai scelta tu?»
La canzone parte da qui, da un nome che non ci somiglia, per parlare di tutto quello che ci scivola addosso senza volerlo: etichette, aspettative, ruoli sociali. E lo fa con un tono ironico e malinconico insieme, sospeso tra rassegnazione e tenerezza.
L’arrangiamento è volutamente semplice: chitarre acustiche, tastiere leggere, basso e batteria. Nessun eccesso, nessun virtuosismo. Solo la voce e le parole, che scorrono come una conversazione con sé stessi.
Gallicchio è un cantautore atipico. Non cerca effetti speciali, ma storie da raccontare. Il suo stile richiama le grandi voci del cantautorato classico italiano, filtrato però attraverso una sensibilità contemporanea che preferisce l’ironia alla retorica, l’imprecisione alla posa.
Con “Vincenza”, Gallicchio si affaccia sulla scena indipendente con il passo di chi ha vissuto abbastanza da sapere che le cose contano di più quando non gridano.
Un esordio lieve e vero, che lascia intravedere molto altro ancora.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.