
In libreria dal 20 novembre per Squilibri, il volume curato da Antonello Zanda e Sergio Naitza restituisce una parte poco conosciuta dell’opera del regista sardo, attraverso immagini che raccontano la vita e le trasformazioni dell’isola nel Novecento.
Prima del movimento delle immagini, prima del montaggio e del racconto cinematografico, c’era già uno sguardo attento alle persone, ai luoghi e ai cambiamenti della società. Quello di Fiorenzo Serra, tra le figure più significative del cinema documentario sardo, che per oltre quarant’anni ha raccontato attraverso la macchina da presa un’isola attraversata da profonde trasformazioni culturali ed economiche. Una parte meno conosciuta della sua ricerca emerge oggi grazie a Fiorenzo Serra, lo sguardo prima del cinema, il volume curato da Antonello Zanda e Sergio Naitza, in distribuzione dal 20 novembre 2026 per Squilibri.
Il libro nasce dal ritrovamento, negli archivi del regista, di oltre duecento fotografie rimaste a lungo lontane dall’attenzione del pubblico. Di queste, 135 sono raccolte in una pubblicazione che permette di riscoprire Serra attraverso un linguaggio espressivo autonomo, capace di restituire la complessità della Sardegna del secondo dopoguerra. Sono immagini in bianco e nero che attraversano la quotidianità delle comunità locali, documentando il rapporto tra le persone e il territorio in una fase storica segnata dal progressivo cambiamento delle tradizionali strutture agro-pastorali.
La fotografia diventa così uno strumento per osservare la società e conservarne la memoria, attraverso una sensibilità che unisce l’attenzione documentaria a una dimensione profondamente poetica. Nei volti, nei gesti e nei paesaggi immortalati da Serra emerge una Sardegna sospesa tra la persistenza delle proprie tradizioni e l’avanzare della modernità, raccontata attraverso dettagli che acquistano oggi un particolare valore storico e antropologico.
Il volume si articola in cinque sezioni tematiche, Volti, Paesi e paesaggi, La vita quotidiana, Il rito e la festa e Il lavoro e l’economia tradizionale, che accompagnano il lettore in un percorso attraverso le diverse dimensioni della vita sull’isola. Dalle espressioni dei protagonisti alle attività lavorative, fino alle celebrazioni collettive, le fotografie restituiscono un patrimonio di esperienze e relazioni che contribuisce a ricostruire l’identità culturale di un territorio.
Ad arricchire la pubblicazione sono i contributi critici di Uliano Lucas con Tatiana Agliani, Elisa Medde e Felice Tiragallo, che approfondiscono il lavoro di Serra collocandolo nel contesto della fotografia documentaria italiana e dell’antropologia visuale. Le loro riflessioni permettono di leggere gli scatti anche come parte di una ricerca più ampia sul significato delle immagini e sul loro ruolo nella rappresentazione delle comunità.
Particolarmente interessante è il rapporto che emerge tra fotografia e cinema, due linguaggi che nell’esperienza di Serra condividono una medesima attenzione per la realtà. Se i documentari hanno restituito il movimento e il ritmo delle trasformazioni sociali, gli scatti fotografici sembrano concentrarne il significato in un singolo istante, lasciando affiorare la forza narrativa di un volto o di un gesto quotidiano.
La pubblicazione offre inoltre l’occasione per rileggere il contributo di Fiorenzo Serra alla costruzione della memoria visiva della Sardegna, valorizzando una produzione fotografica che amplia la conoscenza del suo percorso artistico. Il suo lavoro assume oggi un significato che supera la dimensione della testimonianza storica, invitando a riflettere sul rapporto tra immagini, identità e trasformazioni culturali, in un’epoca in cui il patrimonio visivo rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere il passato e interrogare il presente.
Fiorenzo Serra, lo sguardo prima del cinema sarà disponibile nelle librerie dal 20 novembre 2026, in un’edizione di 192 pagine, formato 32×24 centimetri, con 135 fotografie in bianco e nero, al prezzo di 30 euro.

Dalla tribou di Zazibou






