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FestivalGiugno 22, 2025

La letteratura come moto, rotta, ribaltamento: dal 26 al 29 giugno a Pomigliano D’Arco

“E qualche volta ho visto quel che l’uomo ha sognato!” scriveva Arthur Rimbaud. Ed è proprio partendo da questo sguardo oltre il possibile che il FLIP – Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano d’Arco sceglie, per la sua quarta edizione, un tema che è già un programma di viaggio: Esplorazioni. Una parola declinata al plurale, come plurali sono i cammini possibili dentro e fuori dalla pagina, nelle scritture e nei vissuti, nelle mappe interiori e nei paesaggi sociali.

Dal 26 al 29 giugno 2025, FLIP torna con un programma denso e radicale che intreccia libri, corpi, idee, visioni, desideri. Un festival che non si accontenta di essere un contenitore culturale ma si conferma, anno dopo anno, come laboratorio vivente, luogo di movimento, spazio di scambio. Esplorare, dice l’etimologia incerta del termine, significa “scorrere”, “correre”, “andare”: è l’opposto della stasi. Esplorare, in letteratura, vuol dire attraversare i confini del linguaggio per toccare i margini del reale, significa avventurarsi là dove la parola diventa strumento di orientamento o smarrimento, cura o dissenso, verità o visione.

La letteratura, per FLIP, è tutto questo: una strada che non conduce mai in un solo posto, un atto creativo che reinventa il tempo, lo spazio, la coscienza. Una geografia instabile in cui autori e lettori sono viandanti, cartografi, architetti di senso. Da questa prospettiva, ogni incontro previsto dal festival non è solo una presentazione, ma un attraversamento. Non c’è spettacolarizzazione, ma attenzione. Non c’è consumo, ma condivisione. Il festival si apre il 26 giugno con riflessioni sulle scritture di Lispector, Kafka, Ovidio e su Enzo Moscato, passando poi per un fitto calendario di dialoghi, letture, concerti e workshop che fanno del sud Italia un vero baricentro narrativo. A Pomigliano si danno appuntamento scrittori e scrittrici che raccontano lo smarrimento, il cambiamento, la possibilità di reinventarsi: Fumettibrutti con la sua autobiografia tagliente e necessaria, Veronica Lucchesi con la sua traiettoria tra musica, parole e cinema, Enrico Terrinoni, Carolina Capria, Brenda Navarro, Noo Saro-Wiwa, Antonio Moresco, Giovanni Truppi. Ma anche artisti internazionali come Jo Weaver e Kim Sang-Keun, la poesia performativa di Gloria Riggio, la narrazione profonda dell’editrice coreana, le visioni distorte, poetiche, sincere di giovani autori e autrici italiani.

Non ci sono palchi fissi a FLIP, ma geografie mobili: quelle che si costruiscono nell’incontro tra voci, nei racconti che si amplificano, nei libri che diventano esperienze. Ogni sezione tematica – attraversamenti, orientarsi, visioni, reinventarsi, invisibilia, viaggio in profondità, oasi, antipode – è un tassello narrativo di un viaggio più grande, che sfugge a ogni rigida categorizzazione. I temi si mescolano, si rispecchiano, si attraversano: l’infanzia e il lutto, la marginalità e la poesia, l’identità e la perdita, la bellezza e il trauma, la ribellione e la nostalgia.

FLIP 2025 è un invito a camminare in direzione ostinata e contraria rispetto all’indifferenza. Un’occasione per fare della letteratura non un semplice passatempo, ma uno strumento politico, emotivo, immaginativo. Un luogo dove la parola si sporca, si espone, prende posizione. Un luogo che non si limita a raccontare il mondo, ma lo interroga, lo complica, lo desidera.

Chi attraversa FLIP sa che qui la cultura non è mai neutra. È un atto. È un’urgenza. È una possibilità. E, soprattutto, è ancora – profondamente – un gesto d’amore.

Leggi il programma della V edizione > https://flipfestival.it/flip-25-la-quinta-edizione/

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