
Una giraffa osservata da bambina allo zoo, un’intuizione destinata a trasformarsi in una ricerca rivoluzionaria. La vicenda di Anne Innis Dagg, prima zoologa a studiare le giraffe nel loro ambiente naturale, diventa materia teatrale in Giraffe, nuova produzione di TeatroViola, presentata in anteprima nazionale al festival Colpi di Scena di Forlì.
Con drammaturgia e regia di Federica Migliotti e l’interpretazione di una straordinaria Grazia Capraro, lo spettacolo sceglie una figura poco conosciuta al grande pubblico e la restituisce con delicatezza, evitando la celebrazione retorica. Anne diventa una giovane donna animata da una curiosità ostinata, capace di affrontare un viaggio in Sudafrica negli anni Cinquanta quando il mondo accademico guardava alle ricercatrici con diffidenza. La ricerca scientifica acquista così il ritmo di un’avventura umana.
La scrittura alterna documenti, lettere, fotografie, materiali d’archivio e videoproiezioni, costruendo una narrazione fluida che accompagna lo spettatore dentro la savana africana e, allo stesso tempo, dentro il pensiero della protagonista. La componente visiva dialoga con le musiche originali di Tommy Grieco e con un impianto scenico essenziale, lasciando spazio alla parola e all’immaginazione.
Il cuore dello spettacolo pulsa nell’interpretazione di Grazia Capraro, che sostiene il racconto con misura e autenticità. La sua Anne attraversa stupore, determinazione, fragilità e tenacia senza mai cercare l’enfasi. Ogni passaggio appare necessario, ogni emozione trova il proprio tempo. Il risultato è un personaggio vivo, vicino, nel quale il pubblico riconosce molto più di una brillante scienziata: riconosce la forza di chi continua a seguire una domanda anche quando il mondo suggerisce di fermarsi.
La vicenda personale di Anne diventa così una riflessione più ampia sul valore della conoscenza. Giraffe parla di scienza, certo, ma parla soprattutto di libertà, di sguardi capaci di cambiare prospettiva, di percorsi aperti dalla curiosità. La figura della zoologa canadese acquista una dimensione universale e racconta quanto la ricerca possa nascere da un gesto semplice: osservare davvero.
Pensato per un pubblico dagli otto anni, lo spettacolo possiede una qualità rara: riesce a parlare ai più piccoli senza semplificare il linguaggio e agli adulti senza ricorrere a sovrastrutture. La leggerezza convive con la profondità, mentre il racconto procede con naturalezza, lasciando sedimentare immagini e domande.
Fra le proposte viste a Colpi di Scena, Giraffe rappresenta uno di quei lavori destinati a rimanere nella memoria. Per la scelta di una storia ancora poco raccontata, per l’equilibrio della regia e, soprattutto, per un’interpretazione che accompagna il pubblico con sensibilità dall’inizio alla fine. Un teatro che coltiva meraviglia, restituisce dignità alle storie dimenticate e invita a osservare il mondo con occhi nuovi.
Prodotto da Cranpi e Fondazione TRG, con scene e luci di Michelangelo Campanale, musiche originali di Tommy Grieco e video di Luca Brinchi.

Dalla tribou di Zazibou