
Cosa succede quando a esercitare la violenza è una donna? E cosa succede, soprattutto, quando la società rimuove o minimizza quella violenza, perché incompatibile con l’immaginario costruito attorno alla femminilità? Sono queste le domande scomode – e necessarie – che attraversano “La dignità del male”, il nuovo volume di Annastella Carrino, edito da Viella nel 2025.
Il libro verrà presentato venerdì 9 maggio alle ore 18.00, presso la Biblioteca Bernardini di Lecce, con i saluti di Giovanna Bino, direttrice del Polo Biblio-museale. Oltre all’autrice, interverranno Antonio Bonatesta, docente di Storia contemporanea all’Università di Bari, e Alessandra Lupo, giornalista del Nuovo Quotidiano di Puglia. A moderare l’incontro sarà Aurora Mastore.
Il saggio affronta un nodo spesso eluso anche dalla ricerca storica, giuridica e sociologica: quello della violenza agita dalle donne, della loro capacità di pensare, compiere e giustificare atti violenti. Non per negare o relativizzare la realtà della violenza maschile – che resta sistemica e strutturale – ma per decostruire l’idea che la donna sia, per natura, esclusa dalla possibilità del male, e con essa l’intero impianto culturale che lega il femminile alla passività, alla vittimizzazione, alla cura.
La minore incidenza statistica del crimine femminile nei reati violenti è spesso stata utilizzata come alibi per non esplorare questo aspetto. Ma i numeri da soli non bastano: il libro invita a leggere ciò che sfugge, ciò che viene silenziato non solo nei tribunali, ma anche nel linguaggio pubblico, nella rappresentazione mediatica, nel modo in cui la società costruisce e distribuisce il potere.
“La dignità del male” non assolve, non giustifica, non rovescia i ruoli. Ma prova a restituire complessità, invitando a un confronto più adulto, meno moralistico, su cosa significhi davvero agire violenza e da dove essa tragga legittimazione. Perché finché non saremo capaci di pensare il male anche al femminile, continueremo – anche senza volerlo – a confermare i ruoli rigidi e diseguali che la violenza, tutta, ha bisogno di mantenere per sopravvivere.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.