
Tra post-punk, critica al potere religioso e ritmi irregolari, la band torinese pubblica il secondo singolo estratto da “abbiate fede”, il nuovo album in uscita il 6 novembre.
E se la santità avesse più a che fare con le nostre contraddizioni che con la perfezione? È da questa domanda che prende forma “santo”, il nuovo singolo de Le schiene di Schiele, disponibile dal 16 ottobre e secondo estratto da “abbiate fede”, il disco in uscita il prossimo 6 novembre per EDAC Music Group, con distribuzione Believe. Un brano che attraversa il rapporto tra fede e potere, ribaltando l’immagine tradizionale del santo per restituirla a chi affronta quotidianamente le proprie fragilità, le sconfitte e le ingiustizie.
Originaria dell’area tra Torino e la Valsusa, la formazione composta da Francesco La Greca alla voce, Giacomo Scarcella alla chitarra, Daniele Baldassarre al basso e Andrea De Marchi alla batteria porta avanti dal 2021 un progetto musicale che intreccia post-punk, sperimentazione ritmica e una scrittura fortemente legata alle inquietudini contemporanee. Dopo l’EP “L’Abbandono” e il primo album “Danze della sfiga”, pubblicato nel 2025, il gruppo torna a collaborare con il produttore Davide Lasala, già al lavoro con Si! Boom! Voilà!, per un nuovo capitolo discografico.
In “santo” la dimensione musicale accompagna una riflessione sul significato della colpa e sulla possibilità di trasformare il fallimento in un gesto di emancipazione. Il brano si apre con una cassa regolare e accordi ariosi, per poi svilupparsi attraverso passaggi in 7/8, incastri strumentali e un crescendo conclusivo che accentua la tensione emotiva del testo. Una struttura che riflette la progressiva accumulazione della rabbia, fino alla sua esplosione.
La band descrive il singolo come una dichiarazione d’amore al fallimento e un manifesto del proprio credo politico. La figura del santo diventa così quella di una persona comune, attraversata da conflitti interiori e impegnata in una lotta quotidiana per affermare la propria dignità. Il riferimento religioso assume anche una dimensione apertamente critica, chiamando in causa le contraddizioni storiche delle istituzioni ecclesiastiche, dal rapporto con i regimi autoritari alle forme di violenza esercitate in nome della fede.
Il nuovo brano prosegue il percorso avviato da “come acqua in un tubo”, primo estratto dall’album, spostando l’attenzione dal conflitto con il mondo esterno a quello che ciascuno porta dentro di sé. È una prospettiva che amplia i temi già affrontati in “Danze della sfiga”, dove alienazione sociale, ansia e senso di inadeguatezza trovavano espressione attraverso un linguaggio musicale ruvido, spesso attraversato da una vena grottesca.
Il prossimo appuntamento discografico è fissato per il 6 novembre con l’uscita di “abbiate fede”, mentre il 12 novembre Le schiene di Schiele presenteranno il disco dal vivo al Magazzino sul Po di Torino. Il tour proseguirà il 4 dicembre al Germi di Milano, il 6 dicembre all’Officina di Alessandria e il 19 dicembre al Joshua Club di Como.
Con “santo”, Le schiene di Schiele continuano a esplorare il lato più inquieto dell’esperienza umana, affidando al post-punk una riflessione che intreccia dimensione individuale e critica sociale. Al centro rimane un’idea provocatoria: la santità potrebbe appartenere proprio a chi cade, si arrabbia e trova ogni giorno una ragione per ricominciare.

Dalla tribou di Zazibou






