
Sydney Sibilia su questo non ha rivali: prende un pezzo di cultura popolare, lo recupera dalla memoria collettiva e lo trasforma in una storia nella quale riconoscersi, anche quando appartiene a un’epoca vissuta soltanto attraverso le canzoni. Era successo con Hanno ucciso l’Uomo Ragno, una delle sorprese televisive del 2024, e succede ancora con Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, il nuovo capitolo dedicato a Max Pezzali e Mauro Repetto. Stavolta, però, il regista sceglie una strada narrativa più articolata, forse persino troppo, concedendosi una lunga digressione che, per quanto interessante, finisce per mettere alla prova il ritmo del racconto.
Disponibile dal 9 ottobre su Sky e NOW, Nord Sud Ovest Est prosegue direttamente gli eventi di Hanno ucciso l’Uomo Ragno, pur presentandosi con un titolo autonomo e una propria numerazione degli episodi. Gli otto nuovi appuntamenti, prodotti da Sky Studios e Groenlandia, riprendono il percorso degli 883 nel momento della loro consacrazione, quando il successo del primo album ha trasformato due ragazzi di Pavia in un fenomeno musicale nazionale. Il 1993 è l’anno del secondo disco, delle aspettative sempre più alte e di un’amicizia destinata a confrontarsi con aspirazioni differenti.
A interpretare i due protagonisti tornano Elia Nuzzolo, nei panni di Max Pezzali, e Matteo Oscar Giuggioli, in quelli di Mauro Repetto, ancora una volta convincenti nel restituire il contrasto tra il carattere riservato del primo e l’esuberanza del secondo. Nel cast ritroviamo anche Ludovica Barbarito nel ruolo di Silvia, Davide Calgaro in quello di Cisco, Edoardo Ferrario nei panni di Pierpaolo Peroni e Roberto Zibetti in quelli di Claudio Cecchetto. La regia è affidata a Sydney Sibilia, Alessio Lauria, Simone Godano e Alice Filippi, mentre la sceneggiatura porta le firme di Francesco Agostini, Marco Pettenello e dello stesso Sibilia.
Eppure, anziché ritrovare subito Max e Mauro, il pubblico viene accompagnato altrove, nella Torino dei primi anni Ottanta, sulle tracce di Stefano Righi e Stefano Rota, ovvero i Righeira, interpretati da Ruben Aprea e Matteo Maiolani. È probabilmente la scelta più sorprendente di questo ritorno, perché Sibilia costruisce un racconto parallelo che attraversa la nascita del duo, il successo di Vamos a la playa e le dinamiche di un rapporto artistico e personale destinato a cambiare con il passare del tempo.
La parentesi serve e funziona poiché dietro l’immagine colorata e apparentemente spensierata dei Righeira emerge una vicenda umana più complessa, con due personalità differenti e un’idea di musica che diventa anche un modo di immaginare il proprio futuro. Il collegamento con gli 883 appare evidente e offre una prospettiva interessante sul rapporto tra amicizia e successo. Eppure, proprio quando questa storia comincia a prendere forma, si avverte una certa impazienza di tornare a Pavia.
Il fascino della serie, comunque, rimane intatto e nulla si può dire: promossa, anche questa volta, a pieni voti. La ricostruzione dell’immaginario musicale degli anni Novanta continua a essere uno dei suoi elementi più riusciti, così come il modo in cui le canzoni degli 883 diventano parte integrante della vicenda. Il rapporto tra Max e Mauro, con le sue differenze e le prime incrinature, offre inoltre un terreno narrativo particolarmente fertile: il successo, quello che avevano desiderato insieme, comincia ad assumere significati diversi per ciascuno dei due.
La ragione per cui la lunga apertura dedicata ai Righeira lascia una sensazione contrastante avviene perché da una parte c’è il piacere di conoscere una storia musicale che avrebbe meritato maggiore attenzione anche al di fuori di questa serie; dall’altra la percezione che gli 883 avessero già abbastanza materiale umano e narrativo per sostenere il nuovo capitolo senza bisogno di cercare così lontano.
Nord Sud Ovest Est conferma dunque il talento di Sibilia nel raccontare la musica italiana attraverso le persone che l’hanno resa popolare, con uno sguardo affettuoso e una scrittura che sa cogliere le contraddizioni del successo. Resta però il dubbio che, almeno in questo avvio, la voglia di sorprendere abbia preso un po’ troppo spazio rispetto al piacere di ritrovare Max e Mauro. La storia dei Righeira è bella, davvero, ma dopo due anni di attesa forse avevamo semplicemente voglia di sapere come sarebbe andata a finire quella degli 883.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






