
Che suono ha un dipinto? E quanto può incidere sulla percezione di un’opera ciò che ascoltiamo, respiriamo e sentiamo mentre la osserviamo? Parte da una dimensione che supera lo sguardo Vibrazioni, la mostra di Maria Pacheco Cibils che inaugura il 13 ottobre alle 18 alla Galleria della Biblioteca Angelica di Roma e resterà aperta fino al 29 ottobre 2026.
Il progetto, accompagnato dai testi di Barbara Volpi e della stessa artista e realizzato con il patrocinio dell’IILA – Organizzazione internazionale italo-latino americana, riunisce ventidue dipinti di grande e medio formato e un’installazione multisensoriale con un intervento sonoro composto appositamente da Oscar Bonelli.
Il titolo contiene già la chiave del progetto. La vibrazione è movimento, oscillazione, propagazione. È qualcosa che esiste prima ancora di diventare pienamente percepibile e che Pacheco Cibils utilizza per indagare il rapporto tra individuo, natura e dimensione universale.
La mostra nasce infatti dall’idea che il mondo sia regolato da ritmi e cicli ai quali la vita contemporanea presta sempre meno attenzione. Giorno e notte, stagioni, maree, espansione e contrazione della natura costruiscono una scansione che procede indipendentemente dalla frenesia umana. Vibrazioni prova allora a ristabilire un contatto con questa dimensione, trasformando la visita in un momento di sospensione.
La pittura rappresenta il punto di partenza, ma non esaurisce l’esperienza. Colore, materia, texture, suono e percezione dello spazio concorrono alla costruzione di un ambiente nel quale lo spettatore non mantiene una posizione esclusivamente contemplativa.
«Siete voi a completare l’opera attraverso il vostro sguardo», spiega Maria Pacheco Cibils, indicando uno degli aspetti centrali della sua ricerca: l’opera non termina nel momento in cui viene realizzata dall’artista, ma continua nella relazione con chi la incontra.
La dimensione sensoriale diventa così uno strumento per ragionare anche sulle emozioni e sulle risonanze che immagini, colori e suoni producono individualmente. La bellezza non viene proposta soltanto come qualità estetica, ma come possibilità di connessione.
Il lavoro dell’artista argentino-portoghese si muove da tempo intorno a temi primordiali e archetipici, con una particolare attenzione ai quattro elementi della natura e ai processi di trasformazione dell’essere umano. Pittura, installazione, design e costruzione dello spazio convivono in una pratica che tende a superare i confini tra discipline.
A completare il percorso interviene Oscar Bonelli, la cui ricerca nasce dalla danza afro-haitiana e si sviluppa intorno al ritmo, alla voce, agli strumenti ancestrali e all’improvvisazione.
Per Vibrazioni Bonelli costruisce una componente sonora fondata anche sulle frequenze di 174, 396 e 528 Hz. Fujara, violino mongolo, Xiao, Esraj, Duduk, didgeridoo e voce entrano nello spazio espositivo e dialogano con le opere, ampliando il campo percettivo della mostra.
Il visitatore viene quindi invitato a modificare il proprio modo di stare davanti all’arte: non limitarsi alla visione, ma prestare attenzione a ciò che accade intorno e dentro di sé.
La ricerca di Maria Pacheco Cibils si è sviluppata tra architettura d’interni, scenografia, design, pittura e installazione ed è stata presentata in mostre personali e collettive in diversi Paesi, tra cui Spagna, Germania, Austria, Stati Uniti, Croazia, Regno Unito, Giappone e Italia. Nel 2023 ha ricevuto il Primo Premio di Pittura “Lorenzo il Magnifico” alla Florence Biennale, dove nel 2025 ha ottenuto anche una Special Commendation per l’Installation Art.
In occasione della Rome Art Week, il 19 ottobre alle 18 è inoltre previsto un evento dedicato alla mostra.
Vibrazioni rimarrà visitabile fino al 29 ottobre 2026 negli spazi della Galleria della Biblioteca Angelica, in via di Sant’Agostino 11 a Roma. Un progetto che parte dalla pittura per interrogare qualcosa di meno immediatamente visibile: il modo in cui un’opera risuona in chi la guarda.

Dalla tribou di Zazibou






