
È uscito il 20 marzo “OHDIO”, secondo album della Tundra, pubblicato da Edac Music Group e distribuito da Believe Italia. Undici tracce per poco più di trentatré minuti, un lavoro che si muove tra alternative rock e post-punk e che segna un passaggio netto rispetto al disco precedente.
Il racconto parte da una condizione precisa. La noia, il lavoro, la routine, i rapporti che pesano, la sensazione di inseguire qualcosa che resta sempre distante. I brani si sviluppano dentro questa tensione, senza cercare soluzioni. Il disco non prova a spiegare, né a rassicurare. Tiene insieme frustrazione e desiderio di fuga, lasciandoli convivere.
La band sintetizza così il senso del titolo: «”Oh Dio” per noi sono due parole perfette per riassumere i temi del disco. Le abbiamo fuse in una singola parola, per schiacciarne l’intonazione, per non avere vie di fuga: perché nel tempo di un respiro si riassuma la reazione a quel casino che ci rende disperati e immobili, rassegnati».
Dal punto di vista sonoro, “OHDIO” lavora su contrasti netti. Le dinamiche si aprono e si chiudono rapidamente, tra momenti più compressi e improvvise esplosioni. Drum e chitarre costruiscono una struttura tesa, mentre la scrittura resta diretta. Break e cambi di ritmo contribuiscono a creare una sensazione di instabilità continua.
Rispetto al primo album, scompaiono i riferimenti alle relazioni sentimentali. Al centro ci sono elementi più radicati nella quotidianità, che emergono dentro una normalità solo apparente. Il risultato è un lavoro che insiste su una condizione condivisa, senza trasformarla in racconto consolatorio.
La tracklist include “Noia”, “Zero catene”, “Dono di D”, “Unicellulare”, “Odio”, “La macchina”, “Interludio”, “Il mio dovere”, “Padrone”, “Un bel funerale” e “Milioni”. Tra queste, “Il mio dovere” è indicata come focus track.
La Tundra nasce a Pisa nel 2019. Dopo l’EP d’esordio e il primo album “Nuvole rosa, ragni e guai” del 2021, la band consolida la propria presenza dal vivo, arrivando alle finali di 1M NEXT e vincendo Arezzo Wave Toscana. Negli anni successivi porta la propria musica su oltre cinquanta palchi in tutta Italia.
Nel 2024 entra in studio con Giulio Ragno Favero, che segue registrazione e mix del disco. Il risultato è un lavoro che definisce con maggiore chiarezza la direzione del progetto, spostando il suono verso territori più incisivi.
“OHDIO” si inserisce in questo percorso come un passaggio centrale, sia per la scrittura sia per l’identità sonora della band.

Dalla tribou di Zazibou