
“Voodoo” è una di quelle canzoni che sembrano stregarti senza preavviso. Una spirale di suoni, emozioni e immagini che si avvolgono su sé stesse fino a trasformare l’ascolto in un rito. È questo il nuovo singolo di SUPERTELE, distribuito da Artist First.
Dietro il nome SUPERTELE si cela Francesco Perrone, musicista, produttore e autore classe 1990, cresciuto tra Brianza, Milano e una serie di band punk e grunge che ne hanno formato lo spirito sonoro. Inizia a suonare a dieci anni, a tredici scrive le sue prime canzoni. E da allora non ha mai smesso. Il progetto solista nasce durante la pandemia, come una nuova incarnazione artistica, più personale e ibrida: SUPERTELE scrive, produce e canta le sue canzoni, occupandosi anche della componente visiva.
Il suo nuovo brano, “Voodoo”, è una riflessione ironica e tormentata sulla dipendenza affettiva: quel tipo di legame che non guarisce, che ipnotizza, che si insinua sotto pelle.
“È la colonna sonora perfetta per chi ha amato troppo… o semplicemente male”, dice l’autore.
L’amore diventa qui un rito malfunzionante, qualcosa di oscuro e affascinante insieme. Il testo racconta uno stato emotivo ossessivo, quasi incantato, in cui l’altro sembra detenere un potere arcano e inspiegabile. Il voodoo è dunque una metafora, ma anche una sensazione reale: quella di essere stregati da un sentimento che non si riesce a controllare, né a spezzare.
La produzione – interamente curata da SUPERTELE – parte da un’elettronica minimale, intima, costruita su un piano elettrico anni ‘70, per poi esplodere in un ritornello caraibico e ballabile, dove i sample di fiati e pianoforti si intrecciano a beat ipnotici e casse dritte.
Un alt-pop meticcio, che fonde attitudine lo-fi, elettronica da club, psichedelia e songwriting cantautorale.
Il risultato è un sound stratificato, personale, imprevedibile, che riflette pienamente l’identità sonora e visiva di SUPERTELE: un artista che si muove ai margini del pop con passo indipendente, tenendo insieme fragilità ed energia, malinconia e voglia di ballare.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.