
Venerdì 27 giugno segna l’inizio di un nuovo capitolo per Matteo Serra, classe 1999, originario di Firenze, che dopo un anno di silenzio e riflessione torna sulla scena musicale con una nuova identità artistica: Matteo Cael.
Il singolo d’esordio, intitolato “Loop”, è una canzone intensa e viscerale che racconta la complessità delle relazioni contemporanee – quelle fatte di ritorni, pause, distanze e crepe difficili da colmare. Non una fine, ma un continuo rimandare. Una spirale emotiva che si ripete, cambia forma, ma non si spezza mai davvero.
Il brano, primo tassello del progetto Matteo Cael, unisce sonorità urban pop a una scrittura visiva e introspettiva, capace di trasformare l’inquietudine in melodia. Un sound ipnotico, una voce fragile e sincera, e un testo che colpisce per la sua lucidità emotiva: “Loop” è una riflessione su quel filo invisibile che continua a legarci a ciò che ci ferisce, ma in cui ancora ci riconosciamo.
«Non canto per raccontare storie perfette, ma per chi cerca la propria», afferma l’artista.
Dopo un primo percorso come Sir, accolto con favore dalla scena emergente, Matteo ha scelto di prendersi una pausa per ritrovare una direzione più autentica. Da quella pausa nasce Cael, un progetto che mette al centro la vulnerabilità, la verità e il coraggio di cambiare.
“Loop” non è solo una canzone d’amore, ma una dichiarazione d’intenti: un invito ad attraversare il caos dei sentimenti senza filtri, a lasciarsi toccare, a restare umani nel disordine delle emozioni.
Con questo debutto, Matteo Cael si affaccia sulla scena con una voce nuova, potente nella sua delicatezza. Una voce che non pretende di spiegare tutto, ma che sa raccontare l’instabilità, l’attesa e il desiderio con una profondità rara.
Un primo passo deciso e vulnerabile.
Un loop da cui, forse, non vogliamo uscire.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.