SIRIS, quando l’arte restituisce voce alle rovine

ARTENovembre 4, 2025


Lunedì 10 novembre 2025 si inaugura a Policoro l’intervento artistico per la valorizzazione del Parco Archeologico di Herakleia, a cura di STUDIO STUDIO STUDIO di Edoardo Tresoldi, con la direzione artistica di Antonio Oriente.

A Policoro, nel cuore della piana ionica lucana, il tempo torna a parlare la lingua dell’arte. Si chiama SIRIS il nuovo progetto di valorizzazione artistica del Parco Archeologico di Herakleia, che lunedì 10 novembre apre al pubblico dopo quattro anni di lavoro, intrecciando paesaggio, memoria e visione contemporanea.

L’intervento è curato da STUDIO STUDIO STUDIO, il laboratorio interdisciplinare fondato da Edoardo Tresoldi, con la direzione artistica di Antonio Oriente, e rientra nel più ampio programma di “Valorizzazione delle aree sacre del Parco Archeologico di Herakleia e realizzazione di un Ecomuseo”, promosso dal Ministero della Cultura e coordinato dal Segretariato Regionale per la Basilicata nell’ambito del PON Cultura e Sviluppo – FESR 2014-2020.

Il progetto nasce con un intento chiaro: riconnettere il presente alle rovine, tradurre la stratificazione della storia in esperienza sensoriale, restituendo al pubblico la possibilità di percepire il valore spirituale e simbolico dei luoghi.

Tre opere per un paesaggio di memoria

SIRIS si compone di tre interventi site-specific firmati da artisti di provenienze e linguaggi diversi, capaci di dialogare con le testimonianze archeologiche senza sovrastarle. Il duo belga Gijs Van Vaerenbergh interviene sull’area del Tempio Arcaico con una Rovina Inversa, un’architettura sospesa che ribalta la logica del tempo: non le fondamenta che affiorano, ma la parte superiore del tempio che riemerge, sorretta da una struttura reticolare. Una riflessione sul gesto stesso del ricordare, che rende visibile ciò che è scomparso.

Nel Bosco Sacro, l’artista spagnola Selva Aparicio ha installato sette sculture ispirate alle edicole votive rurali. Il suo percorso, concepito come un cammino meditativo, conduce il visitatore tra vegetazione e sorgenti verso le rovine del Santuario di Demetra, restituendo la dimensione mistica e femminile che abita da sempre questo spazio.

Infine, l’artista e compositore Max Magaldi, insieme ai contributi originali della poetessa Claudia Fabris e della musicista Daniela Pes, introduce una sonorizzazione immersiva che aggiunge una quarta dimensione al paesaggio. Attraverso un’APP, il suono si attiva al passaggio del visitatore, disegnando mappe geolocalizzate che fanno vibrare il parco tra parole, frequenze e memoria acustica.

Una narrazione per Ecomuseo

Il progetto, sviluppato nella Vallata Mediana del Parco, intreccia il linguaggio dell’arte contemporanea con la funzione divulgativa dell’archeologia. L’obiettivo è rendere accessibile e comprensibile la storia del sito anche a un pubblico non specialistico, attraverso un dialogo continuo tra i resti del passato e gli elementi paesaggistici e sociali che ne hanno modellato l’identità.

Le opere, reversibili e non invasive, costituiscono il cuore dell’Ecomuseo Archeologico di Herakleia, pensato per connettere le antiche colonie greche del VII secolo a.C. con il Museo Archeologico Nazionale della Siritide, e per restituire al territorio un luogo vivo di conoscenza condivisa.

A completare il racconto, un documentario del regista Giovanni Troilo seguirà l’intero processo creativo: dai sopralluoghi all’installazione, fino all’inaugurazione, offrendo una testimonianza visiva della trasformazione del paesaggio in esperienza collettiva.

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