Riflessioni | Come se tu fossi qui con me di Antonietta Caragnano

LifestyleMaggio 15, 2025

Eccomi a riflettere su un argomento che mi sta molto a cuore, un po’ come un aperitivo al tramonto con un’amica, quella stessa amica che ti inonda oggi giorno, lo farà per venti giorni, la galleria dello smartphone con foto del suo viaggio in Vietnam, perché è come se io fossi lì con lei, ed un po’ meno lei qui con me.
Parliamo di noi, del nostro essere donne e dei legami che ci uniscono, e a volte, diciamocelo chiaramente, ci fanno anche un po’ storcere il naso. Partiamo dalla parte bella, quella che ci fa battere il cuore forte come un tamburo durante una festa in spiaggia: la sorellanza. Quel legame invisibile ma potentissimo che si crea tra donne che si supportano, si capiscono al volo con uno sguardo, si sollevano a vicenda quando la vita prova a buttarci giù come un’onda un po’ troppo forte. È quella mano tesa
quando stai per cadere, quel consiglio sincero che ti fa dire “cavolo, ma hai ragione!”, quell’abbraccio caldo che scioglie anche il cuore più gelato.
La sorellanza è celebrare i successi dell’altra come fossero i nostri, gioire dei traguardi, grandi o piccoli che siano. È esserci nei momenti difficili, asciugare le lacrime senza fare troppe domande, portare un vasetto di gelato quando il morale è sotto i tacchi. È condividere risate fragorose, segreti sussurrati, sogni nel cassetto. È sentirsi parte di una squadra, una tribù che parla la stessa lingua, quella fatta di sguardi complici e silenzi che dicono tutto.
Ma, amiche mie, se fossimo sempre e solo unicorni che lasciano scie di arcobaleni, questa vita non avrebbe il suo perché, no? Dobbiamo affrontare anche il momento reality show dei nostri rapporti, quando spunta l’ombra del verde invidia. Eh sì, diciamocelo senza filtri: la gelosia tra donne esiste, ed è più comune del “ma quanto costano?!” davanti a un paio di scarpe in vetrina.
Avete presente quella collega che ha appena ricevuto la promozione che tanto desideravate voi? Magari il suo sorriso smagliante vi ha fatto storcere un po’ il naso, e quel “bravissima” vi è uscito con la stessa convinzione di un “mi piace” forzato a un post di vostra suocera.
E che dire di quella vicina di casa che sembra avere il fidanzato perfetto, la casa sempre in ordine e i capelli sempre impeccabili come appena uscita dal parrucchiere? Ecco, magari mentre la incrociate con il suo bouquet di fiori freschi, vi ritrovate a pensare che la vostra pianta grassa sul balcone sta morendo di sete.
La gelosia, amiche, è come un vestito un po’ troppo stretto: ti fa sentire a disagio e ti toglie il respiro. Si maschera da consiglio “ma sei sicura che ti stia bene quel taglio?”, che in realtà significa “io non lo farei mai perché non mi dona e spero non doni nemmeno a te”. Si traveste da chiacchiera “ma sai che l’ho vista con quel tipo, non mi sembrava molto affidabile”, che in fondo nasconde un “vorrei tanto essere al suo posto”. Quella vocina interiore che ti fa paragonare costantemente, che ti sussurra “lei è più magra, più simpatica, più realizzata”, è la peggiore delle nemiche, una sabotatrice seriale della nostra autostima.
Allora, cosa facciamo con questo drama? Penso che la prima regola è ammettere che esista. Non facciamo le immuni, perché tutte, almeno una volta, ci siamo sentite un po’ Bridget Jones davanti alla Gwyneth Paltrow della situazione.
Poi, proviamo a fare un lavoro di detox interiore. Quando sentiamo quel pizzico di invidia, fermiamoci un attimo e chiediamoci perché ci sentiamo così. Cosa ci manca davvero. Magari scopriremo che non è tanto il vestito nuovo dell’altra a farci gola, quanto il desiderio di sentirci più sicure di noi stesse. E invece di rosicare, possiamo usare quella spina nel fianco come motivazione per prenderci più cura di noi, per inseguire i nostri obiettivi con più grinta. Trasformiamo l’invidia in ispirazione e coltiviamo una sorellanza più vera di un diamante, che come dicono, è per sempre, forse!

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