
Quattro artisti, quattro ricerche e un materiale che cambia forma, superficie e linguaggio. Rapsodia di Terre è la mostra che dal 22 settembre al 3 ottobre 2026 riunisce a Roma le sculture di Elettra Cipriani, Franco Ciuti, Pirjo Eronen e Riccardo Paolucci negli spazi di I Love Ceramica Gallery, con la curatela di Maria Grazia Morsella.
Il titolo suggerisce già la struttura dell’esposizione. Come una rapsodia accosta elementi differenti seguendo una composizione libera, la mostra mette in relazione quattro modi di lavorare con la ceramica senza cercare di uniformarli. A dialogare sono le forme organiche di Pirjo Eronen, le porcellane di Elettra Cipriani, le onde concettuali di Franco Ciuti e le linee di Riccardo Paolucci.
Cotture a legna, sperimentazioni con gli ossidi, astrazione e attenzione al dettaglio diventano gli elementi di un vocabolario comune utilizzato in direzioni differenti. Il percorso nasce proprio dal confronto tra queste ricerche, facendo emergere affinità e distanze e mostrando la materia ceramica come territorio aperto alla sperimentazione.
Elettra Cipriani lavora con la ceramica dalla fine degli anni Settanta, dopo una formazione artistica maturata tra Firenze e Roma e un rapporto con la musica che ha accompagnato lo sviluppo della sua ricerca. Alla pratica artistica ha affiancato negli anni anche l’insegnamento, fondando l’associazione culturale L’Albero di Terracotta.
La ricerca di Franco Ciuti affonda invece le proprie radici nella scultura italiana del secondo Novecento. Nato a Roma nel 1938 e formatosi anche con Pericle Fazzini e Leoncillo, Ciuti ha sviluppato un percorso espositivo tra Italia e Stati Uniti, arrivando negli anni Novanta a quelle che vengono definite “architetture imponderabili”, opere nelle quali la consistenza della materia tende verso una percezione di leggerezza.
Tra Finlandia e Italia si sviluppa il percorso di Pirjo Eronen. Dopo gli studi in grafica e design a Helsinki, negli anni Novanta si avvicina alla ceramica, proseguendo la propria formazione anche a Faenza. Vive dal 1998 a Tolfa e la sua ricerca è stata influenzata in particolare dalla cottura a legna e dalle esperienze maturate in Giappone.
Riccardo Paolucci, scultore e ceramista di formazione faentina, lavora invece tra scultura, rivestimenti e progetti destinati anche alla committenza pubblica e privata. Nel suo laboratorio di Velletri porta avanti parallelamente attività di produzione, consulenza e formazione.
Rapsodia di Terre costruisce così una conversazione tra generazioni, provenienze e tecniche differenti, usando la ceramica come punto d’incontro. Più che cercare una sintesi tra le quattro esperienze, la mostra lascia emergere le singole voci e osserva cosa accade quando vengono messe una accanto all’altra.
L’inaugurazione è in programma martedì 22 settembre alle 18 negli spazi di I Love Ceramica Gallery, in via Ferdinando Palasciano 42 a Roma. La mostra resterà aperta fino al 3 ottobre, quando è previsto il finissage.

Dalla tribou di Zazibou






