
Con Breve storia della letteratura weird (Graphe.it, 96 pagine, 9,50 euro), disponibile dal 26 giugno, Eleonora Carta accompagna i lettori dentro uno dei territori più sfuggenti della narrativa contemporanea. Un saggio agile ma ricco di riferimenti che prova a raccontare un genere capace di sfidare ogni classificazione e di mettere continuamente in crisi le categorie tradizionali.
Se il weird viene spesso accostato all’horror, al fantasy o alla fantascienza, la sua forza risiede proprio nella capacità di sottrarsi a definizioni rigide. È una letteratura dell’inquietudine, dello straniamento, del dubbio, in cui il confine tra reale e irreale rimane costantemente instabile.
Il volume attraversa secoli di storia letteraria, dal Satyricon di Petronio fino a Haruki Murakami, passando per Howard Phillips Lovecraft, Stephen King e Giorgio Manganelli. Più che tracciare una storia lineare del genere, l’autrice costruisce una mappa di opere, autori e immaginari accomunati dalla capacità di incrinare la percezione del quotidiano.
Come osserva la stessa Carta, il weird «può includere un elemento soprannaturale, ma non è necessario che lo contenga». Può ricorrere all’assurdo, al surreale o all’irrazionale, senza dipendere da nessuno di questi elementi. Il suo tratto distintivo risiede nella distonia: ciò che appare familiare improvvisamente si incrina, generando una sensazione di spaesamento che continua ad accompagnare il lettore anche dopo l’ultima pagina.
Scrittrice e organizzatrice culturale, Eleonora Carta vive tra Torino e la Sardegna. Dopo la laurea in Giurisprudenza ha scelto la narrativa, pubblicando romanzi gialli per diverse case editrici e curando festival letterari come la Fiera del Libro di Iglesias e il Big Blue Festival di Portoscuso. Con Graphe.it aveva già firmato Breve storia della letteratura gialla, oltre ad aver curato Breve storia del romanzo poliziesco di Leonardo Sciascia.
Breve storia della letteratura weird si rivolge sia ai lettori già appassionati del genere sia a chi desidera avvicinarsi a una forma narrativa che continua a esercitare un fascino particolare proprio perché rifiuta ogni definizione definitiva. In un panorama editoriale sempre più orientato alle etichette, il saggio di Carta ricorda che alcune storie acquistano forza proprio quando sfuggono a qualsiasi classificazione.

Dalla tribou di Zazibou