Premio Queer Sanremo 2026: cos’è, come funziona e chi c’è in giuria

CULTURAPOPPEFebbraio 24, 2026

Dopo la prima edizione, che nel 2025 ha premiato Lucio Corsi, il Premio Queer torna al Festival di Festival di Sanremo con un obiettivo chiaro: valutare cosa accade davvero sul palco e attorno al palco quando si parla di diritti, rappresentazione e responsabilità pubblica.

L’iniziativa nasce da MIA Arcigay Imperia e Agedo Genova e mantiene la propria autonomia rispetto all’organizzazione ufficiale del Festival. Da quest’anno si aggiunge una collaborazione strutturata con Gay.it, che diventa partner editoriale del premio e ne seguirà ogni fase.

Il riconoscimento non guarda soltanto alle canzoni in gara. La giuria osserva testi, dichiarazioni, interviste, interventi televisivi, atteggiamenti pubblici e scelte comunicative. Conta ciò che viene detto, ma anche ciò che viene evitato. Se durante la settimana emergono episodi problematici, questi vengono segnalati. Il premio può anche non essere assegnato, se non ci sono elementi coerenti con i criteri stabiliti.

Il Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it prevede che le votazioni vengano raccolte dopo la serata delle cover del venerdì. Il risultato sarà comunicato il sabato mattina, poche ore prima della finale, con una motivazione pubblica e dettagliata. L’artista premiato o premiata sarà invitato al Sanremo Pride 2026. La scelta non è casuale: proprio a Sanremo, nel 1972, si svolse la prima manifestazione del movimento omosessuale italiano.

Sono previste anche menzioni speciali per ospiti e professionisti che durante la settimana diano spazio a messaggi inclusivi o assumano posizioni esplicite sui diritti.

Pierluca Viani, presidente di MIA Arcigay Imperia, e Sonia Grasso, presidente di Agedo Genova, spiegano:
“Questo premio è estremamente importante perché riconosce l’impegno di chi decide di portare sul palco più famoso d’Italia tematiche che ci stanno a cuore, anche con un piccolissimo gesto”.

Alle loro parole si aggiunge il commento del direttore editoriale di Gay.it, Giuliano Federico:
“Sono tempi molto bui, e come al solito Sanremo è lo specchio del Paese. Eppure non tutto e tutti in Italia si allineano al conformismo reazionario che avanza. La cultura pop può essere pericolosamente narcotizzante, ma anche aprire squarci di resistenza, speranza e rappresentazione di sottoculture, comunità marginalizzate e diversità sparse. Vediamo se quest’anno ci saranno artisti coraggiosi che, nel bel mezzo di questa tempesta disgregante carica di odio e polarizzazioni, che vorrebbe piegarci tutti ai modelli etero-cis-normati, saprà far vibrare una resistenza queer pacifica, dichiarata e dirompente”.

Chi compone la giuria del Premio Queer 2026

A dare sostanza al Premio Queer Sanremo 2026 powered by Gay.it è una giuria ampia, composta da figure che provengono da ambiti diversi ma che condividono un’attenzione costante ai temi della rappresentazione e dei diritti.

Nel mondo della musica siedono la cantautrice Laura Bono, vincitrice di Sanremo Giovani, l’artista e performer queer Klem, il duo drag Karma B, da anni presenza politica e pop sulla scena italiana, la performer Ambrosia e la cantante emergente Maria Tomba.

Dal mondo dello spettacolo e dei media arrivano Fabio Canino, volto storico della televisione italiana dichiaratamente queer, Diego Passoni, scrittore e voce di Radio Deejay, Pietro Turano, attore e attivista Arcigay Roma, e Pino Strabioli, regista e autore teatrale con una lunga esperienza nel racconto della cultura italiana.

Il versante giornalistico è rappresentato, tra gli altri, da Bianca Chiariatti, Grazia Sambruna, Simone Alliva, Marco Grieco, Luca Diana e dal direttore editoriale di Gay.it Giuliano Federico. In giuria anche Eleonora Tricarico, giornalista e osservatrice culturale.

Tra creator e voci digitali figurano Filippo Giudice, fondatore della piattaforma pop TrashBiccis, Vitto Pascale, Christian Correnti, Nicolò Mazzon, Muriel e Daniel Greco, impegnati sui linguaggi digitali e sulla visibilità LGBTQIA+.

Il mondo della cultura e della moda è rappresentato dal fotografo Giampaolo Sgura, dalla fashion director Giulia Martinelli, da Sara Maino e dalla writer e fashion editor Greta La Medica.

Non manca la componente associativa e istituzionale, con Mario Colamarino, Gabriele Piazzoni, Alessia Crocini, Roberta Parigiani, Guglielmo Giannotta e il vicesindaco di Sanremo Fulvio Fellegara.

Chiude il quadro lo scrittore e giornalista Jonathan Bazzi, una delle voci queer più riconoscibili nel panorama culturale italiano.

Una giuria che mette insieme musica, informazione, attivismo, spettacolo e istituzioni per osservare con attenzione ciò che accade durante la settimana del Festival di Sanremo.

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