
Il 30 marzo alle ore 18, la Sala Cielo del Kursaal Santalucia di Bari accoglie “Pino e Pina”, una performance ideata da Mauro Maurizio Palumbo e Janet Park, promossa dalla Fondazione Pino Pascali e dalla Regione Puglia. L’evento si inserisce in una riflessione più ampia sulla connessione tra arti visive e performative, esplorando il dialogo immaginario tra due figure emblematiche della creatività del Novecento: Pino Pascali e Pina Bausch.
Questa performance non è una semplice celebrazione, ma un’operazione concettuale che indaga le possibili convergenze tra il linguaggio plastico di Pascali e la rivoluzione coreutica di Bausch. Se il primo ha rinnovato l’arte con una ricerca materica e simbolica profondamente radicata nella natura e nell’illusione, la seconda ha stravolto il teatro-danza con una fisicità emotiva capace di trasmettere fragilità e desiderio.
Janet Park e Mauro Maurizio Palumbo rendono omaggio a questa eredità artistica attraverso una messa in scena che intreccia suggestioni visive e corporee. La coreografia di Park prende spunto dai “Cinque Bachi da Setola e un Bozzolo” di Pascali, ponendo al centro la relazione tra tempo e natura, mentre Palumbo, ispirandosi a “Café Müller” di Bausch, riflette sulla vulnerabilità dell’essere umano e sulla tensione verso l’altro. Il risultato è un gioco di rimandi tra scultura e gesto, tra forma e movimento, tra passato e presente.
Questa azione performativa si configura dunque come un atto di ricerca e rielaborazione, un tentativo di sovrapporre due poetiche apparentemente distanti ma profondamente affini nella loro volontà di destrutturare l’immaginario collettivo e creare nuove possibilità di esperienza estetica. “Pino e Pina” è l’incontro che non è mai avvenuto, ma che continua a generare domande e visioni nel presente.
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Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.