
Arriverà prossimamente in libreria per Minimum Fax Perché gli ulivi sono storti, il nuovo romanzo di Luisa Pessina ambientato nella Volterra del secondo dopoguerra, tra le mura di uno dei più grandi manicomi italiani.
La vicenda si sviluppa in una città che custodisce stratificazioni di storia, dalle origini etrusche ai resti del teatro romano riportati alla luce negli anni successivi alla guerra. A pochi passi da quel patrimonio si estende però un’altra realtà: il manicomio, luogo in cui vengono rinchiusi non soltanto i malati psichiatrici, ma anche orfani, donne considerate scandalose e persone ritenute inadatte alla vita sociale.
Pessina costruisce una narrazione corale popolata da figure indimenticabili. Franco il Citrullo, ex paziente diventato addetto alle pulizie delle camerate; Tosca la Strega, che legge il futuro osservando i passi dei polli e racconta alle madri storie di gallerie sotterranee di alabastro; lo Storto, internato dopo aver danneggiato una tela di Raffaello e impegnato a incidere misteriosi segni sulle mura dell’istituto.
Attraverso queste esistenze marginali, il romanzo restituisce il clima di un’epoca in cui la segregazione veniva spesso presentata come cura e in cui la violenza istituzionale era parte integrante della quotidianità. Il lavoro, le terapie e la disciplina scandiscono le giornate dei ricoverati, all’interno di un sistema che rende ordinaria la sofferenza.
Tra ricostruzione storica e suggestioni di realismo magico, Perché gli ulivi sono storti dà voce a chi è stato escluso, trasformando la storia dei reclusi in una riflessione sulla dignità, sulla solidarietà e sulla possibilità di conservare uno spazio di libertà anche nelle condizioni più difficili. Un romanzo che guarda agli ultimi e ai dimenticati, trovando nelle loro fragilità una forma di resistenza.

Dalla tribou di Zazibou