
Si apre una nuova fase per alcuni dei principali istituti museali italiani. Il Ministero della Cultura ha ufficializzato i nomi dei direttori incaricati alla guida di 14 musei statali di seconda fascia, al termine della procedura di selezione pubblica avviata nei mesi scorsi. Un passaggio amministrativo che segna, di fatto, l’inizio di una stagione di programmazione, consolidamento e rilancio per molte realtà strategiche del patrimonio culturale nazionale.
A Trieste, Guido Comis guiderà il Museo storico e Parco del Castello di Miramare; Denis Ton assume la direzione del Complesso monumentale della Pilotta di Parma; Luigi Gallo sarà alla guida dei Musei Nazionali di Bologna. Per i Musei nazionali di Lucca è stata scelta Maria Elena Montisi, mentre a Roma si conferma Luca Mercuri alla direzione del Pantheon e Castel Sant’Angelo, dopo l’incarico ad interim. Sempre nella Capitale, il Parco Archeologico dell’Appia Antica sarà diretto da Luigi Scaroina; Alberto Samonà subentra a Villa Adriana e Villa d’Este, mentre Alessandro Mascherucci guiderà le Ville monumentali della Tuscia.
Nell’area metropolitana di Napoli gli incarichi assegnati sono quattro: Alessandra Necci al Palazzo Reale, Almerinda Padricelli ai Musei Nazionali del Vomero, Federica Colaiacomo al Parco Archeologico di Ercolano e Luca Di Franco ai Musei e Parchi Archeologici di Capri. Al Castello Svevo di Bari arriva Anita Guarnieri, mentre i Musei nazionali di Matera saranno diretti da Raffaella Bonaudo.
Nel frattempo, il circuito dei Musei nazionali della Toscana accoglie la nuova direttrice Carlotta Paola Brovadan, in carica dal 4 febbraio 2026. Storica dell’arte, con un profilo che intreccia ricerca e gestione, Brovadan coordinerà una rete che comprende il Museo di San Marco e i Cenacoli fiorentini, i Musei Nazionali di Arezzo, le Residenze napoleoniche dell’Isola d’Elba, i musei statali di Pistoia e il Museo nazionale etrusco di Chiusi. Tra i primi impegni istituzionali, l’inaugurazione della mostra “La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata”.
Al di là dei singoli nomi, colpisce la significativa presenza femminile in questa tornata di incarichi. Una presenza che si inserisce in un settore dove, soprattutto nei ruoli apicali, il riequilibrio è ancora in corso e spesso non scontato. La guida di istituzioni complesse come musei, parchi archeologici e complessi monumentali richiede visione, capacità gestionale, dialogo con il territorio e competenze trasversali: elementi che oggi diventano centrali tanto quanto la tutela e la conservazione.
Le nuove direzioni si troveranno a operare in un contesto che chiede ai musei di essere sempre più luoghi di comunità, di ricerca, di inclusione e di innovazione. Programmazione culturale, valorizzazione del patrimonio, sostenibilità economica e relazioni internazionali saranno alcune delle sfide sul tavolo.
A tutte e tutti i nuovi direttori l’augurio di un lavoro all’altezza delle sfide che attendono il sistema museale. In questo quadro, la presenza di numerose professioniste alla guida di istituzioni strategiche segna un passo significativo verso una leadership culturale più equilibrata.

Dalla tribou di Zazibou