
Un organo che diventa una trama di flauti, l’elettronica glitch che frammenta i suoni e una frase che contiene già tutto il senso del brano: «Non voglio morire ancora». Sofia Ara torna con MORIRE, il nuovo singolo pubblicato l’11 settembre da Dumba Dischi.
Dopo OLO, primo lato del suo album d’esordio in arrivo in autunno, la producer, cantautrice, flautista e sassofonista romana prosegue nella costruzione di un universo in cui elettronica, strumenti a fiato e suggestioni acquatiche convivono con una scrittura diretta e introspettiva.
MORIRE racconta quei momenti in cui una situazione sembra consumare lentamente ogni possibilità di reazione. Il punto di partenza è oscuro, ma la direzione è quella della fuga e della sopravvivenza.
«È un grido d’aiuto dal buio, dall’ombra e guarda verso una luce informe. Nel brano non si lascia trasparire dove si vuole arrivare, ma soltanto che si vuol fuggire per salvarsi», spiega Sofia Ara.
Anche musicalmente il pezzo si muove per contrasti. Nasce da un giro di accordi di organo, successivamente trasformato in una trama di flauti, e alterna strofe più eteree a ritornelli nei quali emergono influenze trap, soprattutto nel lavoro sulle batterie. Il risultato porta avanti una ricerca che mescola alt pop, elettronica e suoni organici senza separare la dimensione musicale da quella visiva.
Quest’ultima è una componente ricorrente nel progetto di Sofia Ara. Il suo immaginario guarda spesso al mondo marino, tanto che a ogni brano viene associata una creatura scelta in relazione alla storia raccontata. Un legame che parte anche dalla sua formazione in biologia ambientale e dal particolare interesse sviluppato per i cetrioli di mare, diventati nel tempo materia per una riflessione artistica oltre che scientifica.
Il percorso musicale dell’artista romana nasce invece dal flauto traverso suonato per strada e mette insieme influenze molto distanti: le musiche dell’India e delle Ande, il punk, l’elettronica e il pop. Negli anni Sofia Ara ha progressivamente portato queste suggestioni dentro una produzione personale costruita sulla manipolazione del suono e degli strumenti a fiato.
Nel 2025 ha vinto la categoria Elettronica di LAZIOSound, mentre nel 2026 si è esibita al Meeting del Mare in apertura a Tutti Fenomeni ed è stata selezionata tra i finalisti del Premio Bindi. A maggio dello stesso anno ha inaugurato il percorso con Dumba Dischi pubblicando DIVISODUE, seguito da OLO.
Con MORIRE aggiunge un altro frammento al disco in arrivo. Un brano che parte dalla sensazione di essere intrappolati e lascia aperta una sola necessità: trovare una direzione verso cui scappare.

Dalla tribou di Zazibou






