La semifinale del 19 febbraio di MasterChef Italia è stata una di quelle puntate che rimettono tutto in discussione. Una serata intensa, tecnica, senza sconti. Ma anche una semifinale che ci ha lasciati con più di una domanda.
A lasciare la cucina, questa volta, è stato Alessandro. Ed è stata un’eliminazione che ci ha sorpresi.
Perché Alessandro, fin dall’inizio del percorso, aveva mostrato solidità tecnica, pulizia nei piatti, capacità di lettura delle prove. Non era il concorrente costruito sul personaggio, ma quello che lavorava e convinceva. Vederlo uscire proprio a un passo dalla finale apre inevitabilmente qualche interrogativo sul percorso narrativo di questa edizione.
Lo sappiamo: la regia e il montaggio giocano un ruolo fondamentale. I volti vengono calibrati, le storie dosate, anche per evitare che il pubblico individui troppo presto un possibile vincitore. Fa parte del linguaggio televisivo. Ma resta la sensazione che il suo cammino avesse ancora molto da dire.
Va ricordato, inoltre, che l’eliminazione del dottor Lee – l’“anima buona” di questa stagione – è avvenuta nella puntata precedente, non in questa semifinale. La sua uscita aveva già cambiato il tono emotivo della gara: fin dalle prime settimane si era distinto per eleganza, empatia e una cucina personale, misurata, coerente. La sua assenza si è sentita anche ieri, come se avesse segnato un prima e un dopo nel racconto di questa edizione.
Anche Niccolò, eliminato anch’egli nella corsa verso la finale, aveva dimostrato una qualità fondamentale: la resistenza. Nei pressure test si è spesso salvato in situazioni complicate, mostrando nervi saldi e capacità di adattamento. E queste sono doti che, in una competizione del genere, pesano.
Siamo felici per Teo, e per la rimonta di Carlotta, che proprio nelle ultime settimane ha trovato una centratura nuova, più consapevole. Il suo percorso è stato in crescendo, e la semifinale lo ha confermato.
Sugli altri finalisti qualche dubbio resta. Non sulla bravura, ma sulla tenuta identitaria: chi riuscirà davvero a imporre una visione forte fino all’ultimo piatto? MasterChef Italia ti convince di aver capito tutto e poi, sul più bello, ribalta le certezze. Anche questa volta potremmo essere smentiti. E, a dirla tutta, è anche questo il motivo per cui continuiamo a guardarlo.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.