Maschi Veri 2, una commedia corale che funziona e trova forza nel cast

serie tvOttobre 24, 2026

Approvata. Partiamo subito da un grande spoiler e dalla genesi. La prima stagione di Maschi Veri aveva presentato quattro amici quarantenni alle prese con il cedimento delle certezze su cui avevano costruito la propria identità. Massimo, Mattia, Riccardo e Luigi si ritrovavano davanti a un mondo in cui i ruoli di genere stavano cambiando, mentre loro continuavano a interpretare relazioni, lavoro e famiglia secondo abitudini ormai fuori tempo. Nel corso delle puntate i protagonisti provavano a capire le nuove regole, spesso senza accorgersi di quanto fossero ancora legati alle vecchie.

La seconda stagione riparte da quella consapevolezza, ma evita di trattare il cambiamento come un traguardo raggiunto. I quattro amici hanno iniziato a mettere in discussione i propri comportamenti; ora devono misurarsi con le conseguenze di quel percorso, dentro rapporti sentimentali e familiari che hanno cambiato assetto. La continuità tra le due stagioni segue l’evoluzione dei personaggi affidando alla commedia le loro esitazioni, le ricadute e le nuove prove.

Questa impostazione trova il suo punto di forza nella struttura corale: le vicende dei quattro uomini procedono insieme a quelle delle donne che condividono la loro vita, e il confronto tra i personaggi diventa il principale motore narrativo. Thony, nei panni di Tiziana, dà alle scene una presenza ironica e diretta: forse il mio personaggio preferito, sebbene sia difficile scegliere. Sarah Felberbaum, Laura Adriani, Nicole Grimaudo e Alice Lupparelli contribuiscono a un racconto in cui le protagoniste hanno desideri e prospettive proprie incidendo sugli equilibri della storia.

Poi, c’è il gruppo dei maschi veri. Maurizio Lastrico rende Mattia vulnerabile dietro la sua inclinazione a ragionare su tutto; Matteo Martari porta in Massimo le crepe di un personaggio abituato a identificarsi con il successo; Francesco Montanari dà a Riccardo un’energia impulsiva, che alimenta molte delle frizioni comiche. Pietro Sermonti, con Luigi, lavora invece sui tempi e sulle esitazioni di un uomo che cerca di tenere insieme le proprie certezze mentre la vita quotidiana le smentisce. Lo si ama dai tempi di Guido in Un medico in famiglia e Stanis, in Boris, resta un mito assoluto: qui conferma ancora una volta una notevole precisione comica.

La serie costruisce così il proprio ritmo alternando le dinamiche del gruppo alle crisi individuali. La comicità nasce dai comportamenti, ma la scrittura lascia spazio anche agli effetti che quei comportamenti producono sugli altri. Maschi Veri 2 prosegue il discorso avviato nella prima stagione e lo sposta sul terreno più concreto delle relazioni: capire che qualcosa deve cambiare è il primo passaggio; imparare a stare dentro quel cambiamento, insieme agli altri, è la parte più complicata. Ora si attende la stagione tre, intesi?

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