Lucy Orta a CasermArcheologica: “Trame di Comunità”, l’arte che cuce una valle

ARTEFebbraio 19, 2026

Non è solo una mostra, ma un processo che attraversa un territorio e le persone che lo abitano. Dal 28 febbraio al 15 luglio 2026 CasermArcheologica ospita “Trame di Comunità”, installazione site-specific dell’artista di fama internazionale Lucy Orta, realizzata a seguito di una residenza in Valtiberina nel 2025.

Il progetto, a cura di Simonetta Carbonaro, sarà presentato in anteprima stampa venerdì 27 febbraio alle ore 11.30 a Palazzo Muglioni. L’inaugurazione è prevista per sabato 28 febbraio alle 17.30, alla presenza degli artisti Lucy + Jorge Orta.

Un’opera costruita insieme

“Trame di Comunità” nasce da un percorso di arte partecipativa avviato nel luglio 2025. Durante la residenza, Lucy Orta ha esplorato il territorio e incontrato trentatré persone tra cui artigiani, insegnanti, imprenditori, artisti, attivisti e cittadini di età diverse, ponendo loro una domanda diretta: «Cosa vi collega a questa terra e cosa vi respinge?».

Dalle conversazioni è emerso un racconto collettivo che l’artista ha tradotto in forma plastica e tessile. L’installazione si compone di cinque sculture che evocano un accampamento di tende realizzate in lino e canapa coltivati in Toscana: uno spazio simbolico e reale di incontro, rifugio e resistenza.

I volti ricamati della valle

Ciascuna delle cinque strutture è composta da trentatré teli su cui sono ricamati i profili delle persone incontrate. I tessuti, in parte ricavati da vecchie lenzuola tessute a mano, custodiscono una memoria materiale del territorio, intrecciando corpo, ambiente e comunità. Tra i fili affiorano perle e piccole lingue d’oro, segni che alludono alla parola e alla sua preziosità.

A completare l’opera, novantanove piccoli manufatti in terracotta modellati a mano pendono dai teli come amuleti. Richiamano piante, animali e minerali evocati dagli abitanti della valle, ancorando idealmente l’installazione al suolo e alla sua storia.

Il riferimento archetipico è all’Ohel, la tenda come spazio di protezione e incontro, sospesa tra viaggio e dimora provvisoria. Un’immagine che dialoga anche con la tradizione iconografica della Madonna del Parto e della Madonna della Misericordia, dove il manto diventa riparo collettivo.

Un processo che continua

Come sottolinea la curatrice Simonetta Carbonaro, l’opera non si limita a rappresentare una comunità, ma la attiva. Per tutta la durata della mostra sarà avviato un percorso di community building che coinvolgerà nuovi cittadini in una riflessione condivisa sull’appartenenza e sulle “utopie possibili” – espressione che è anche il motto di CasermArcheologica.

“Trame di Comunità” interroga il ruolo dell’artista, del pubblico e dell’istituzione culturale: chi ha diritto di parola? Quali storie diventano visibili? In questo spazio fragile e insieme potente, la risposta non è dichiarata ma praticata, attraverso l’ascolto e la partecipazione.

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