
C’è un Salento che non si trova sulle cartoline: un paesaggio interiore, segnato da presenze invisibili, ricordi che non si lasciano addomesticare, e una luce che illumina solo ciò che vuole mostrare. In Gotico Salentino, Marina Pierri ci guida in questo mondo parallelo, dove il reale e l’irreale si sfiorano e si confondono, come accade nei sogni o nelle grandi narrazioni gotiche.
La protagonista, Filomena Quarta, torna nella terra d’origine per ereditare la grande Dimora Quarta dopo la morte del padre. Un ritorno che è anche un crollo, uno smottamento emotivo. Ma è proprio in questa crepa che il romanzo trova la sua forza: nella discesa intima della protagonista, nella sua esplorazione di sé attraverso le stanze, i rumori e le presenze che popolano la casa.
Pierri costruisce un romanzo che è al tempo stesso fantastico, femminista e profondamente letterario. Le presenze che abitano la Dimora – tra cui emergono figure come Mary Shelley e Shirley Jackson – sono apparizioni che non fanno paura, ma dialogano con l’identità della protagonista, con la sua storia di donna, figlia, scrittrice mancata, corpo ferito e mente in lotta. Il gotico, qui, non è un semplice stile: è un linguaggio che serve per decifrare il presente, per leggere dentro ciò che è rimasto sepolto.
La scrittura di Marina Pierri è evocativa, ricca di riverberi simbolici, capace di accostare l’introspezione alla tensione narrativa senza mai perdere delicatezza. Ogni pagina è attraversata da un senso di spaesamento familiare, come quando si torna in un posto che si conosce bene e, improvvisamente, lo si vede per la prima volta.
Il romanzo parla anche di radici e appartenenze, di quanto sia complicato, e a volte doloroso, tornare dove tutto è iniziato. Eppure, nonostante i fantasmi, le ombre, il passato che preme alle spalle, Gotico Salentino è anche un libro di liberazione. Perché la casa che sembra voler trattenere Filomena, alla fine diventa lo spazio in cui lei si riappropria del proprio corpo, della propria voce, della propria storia.
In un panorama editoriale spesso dominato da romanzi tutti uguali, Marina Pierri sceglie il rischio e la visione. Gotico Salentino è un esordio maturo, coraggioso, che si prende il tempo di costruire atmosfere, simboli, percorsi interiori. È un romanzo che lascia il segno – e, come i migliori racconti gotici, continua a vivere anche quando lo chiudi.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.