
Una notizia che farà battere forte il cuore ad intere generazioni di appassionati di animazione giapponese: l’iconico robot di Vega, Goldrake, sta per tornare sugli schermi. La storica serie, amata da grandi e piccini, andrà in onda su Rai 2, in una versione restaurata che promette di riportare in vita i colori e l’energia delle avventure di Actarus.
Questa non è una semplice replica. I fan potranno godere della serie nella sua versione restaurata, con video e audio rinnovati per offrire un’esperienza visiva e sonora all’altezza delle aspettative. Saranno trasmessi tutti i 74 episodi della serie, per rivivere l’intera epopea.
Ma perché questo ritorno è così significativo per noi? Perché Goldrake è molto più di un semplice cartone animato. Goldrake non è solo un robot gigante che combatte i nemici: il protagonista, Actarus, non è un eroe spavaldo, ma un rifugiato, l’ultimo superstite di un pianeta distrutto. La sua lotta è quella di un esule, una condizione che aggiunge un elemento di malinconia e riflessione sul costo della guerra e la perdita della propria casa.
I personaggi di contorno, da Alcor (Koji Kabuto nella versione originale, eroe di Mazinga Z) a Venusia e Mizar, non sono solo delle spalle, ma figure che evolvono e contribuiscono a un racconto corale. Le dinamiche tra di loro, le gelosie, le paure e i sacrifici rendono la serie un vero e proprio dramma spaziale.
Creato dal genio visionario di Gō Nagai, Goldrake (il cui titolo originale è UFO Robot Grendizer) è andato in onda per la prima volta in Giappone nel 1975. Il robot gigante pilotato dal Principe Duke Fleed (Actarus nella versione italiana) ha saputo conquistare il cuore di milioni di spettatori. Dietro la potenza delle sue armi si nascondeva la visione geniale di Gō Nagai, che infuse nella sua opera temi profondi come l’esilio, la guerra e il sacrificio. Un robot che si muoveva tra amicizia e malinconia, creando un legame emotivo con il pubblico che andava oltre la semplice azione.
L’Italia, in particolare, ha avuto un rapporto speciale con Goldrake. Arrivato da noi nel 1978, fu un successo immediato, anche grazie a una sigla indimenticabile che è rimasta nella storia della musica italiana. L’impatto fu talmente forte che la serie divenne rapidamente un fenomeno di costume, contribuendo a diffondere la passione per i robot giganti e l’animazione giapponese in generale, molto prima che i successi di questo genere diventassero la norma. Per molti di noi, Goldrake non è solo un cartone animato, è un pezzo di infanzia, un simbolo di coraggio, sacrificio e amicizia. Il suo ritorno è l’omaggio dovuto a un’opera che ha contribuito a modellare il nostro immaginario e che a quasi cinquant’anni dalla sua prima messa in onda, conserva un’incredibile attualità e profondità.

Sono Antonietta Caragnano, ma chiamatemi Anto. Un’anima con la Puglia nel DNA e il mondo nel cuore, sempre pronta a scoprire e raccontare. Appassionata di natura, viaggi (“una dal trolley facile”!) e di tutto ciò che nutre corpo e spirito: cibo, vino, arte, sapere, incontri e racconti. Ho una formazione classica, studi in giurisprudenza, e un interesse spiccato per la lettura e la scrittura, da sempre mie complici nel fantasticare e sognare. Ho avuto il piacere di immergermi nel mondo del turismo, occupandomi, in tempi non sospetti, di curare le experience che rendevano indimenticabili i viaggi per chi scopriva il nostro paese. Dopo anni trascorsi a organizzare eventi e a tessere trame di comunicazione in giro per l’Italia, eccomi qui, come una figliola prodiga, di nuovo a Lecce.
Qui su Zazibou, mi dedico a scrivere storie e a condividere un po’ del mio mondo vagabondo, rientrata per ora a casa ma con un occhio sempre all’orizzonte. Chissà cosa ci riserva il futuro!