
Esce il 20 novembre su tutte le piattaforme digitali e in radio “Bittersweet / Cherry Lady”, il singolo d’esordio degli Odd Socks, band di base a Roma che si presenta con un brano intimo e luminoso, una sorta di lettera aperta sospesa tra la paura di lasciar andare e il desiderio di restare. Il pezzo si muove tra malinconia e vibrazioni moderne, mescolando un pop-rock morbido a sfumature synth che rendono il clima dolce all’inizio, ma inevitabilmente amaro sul finale.
La canzone è il ritratto di un’emozione in movimento: un flusso di ricordi che arriva all’improvviso, nei gesti più semplici, nei momenti quotidiani che diventano rifugio e trappola allo stesso tempo. Gli Odd Socks raccontano così la loro visione: “Bittersweet / Cherry Lady è un flusso di ricordi e consapevolezze che ritorna quando meno te lo aspetti. Dentro ci sono dolcezza e spigoli, rimpianto e tenerezza, il desiderio di capire e quello, opposto, di dimenticare”. Una dichiarazione che restituisce perfettamente la natura del brano, fragile e diretto, costruito per restare addosso.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Andrea Catania e Quirico Crescenzio, che firmano testo e musica, e prende forma grazie al lavoro in studio di Gabriele “Atoker” Breccia per mix e master. A completare l’immaginario del singolo ci sono le fotografie e la copertina realizzate da Michele Mastrovito, che fissano visivamente l’atmosfera sospesa del brano.
Gli Odd Socks sono una band giovanissima ma già capace di definirsi con una nota di ironia e sincerità. “Siamo cinque, ma copriamo mezza Italia dagli anni ’90”, raccontano. Scrivono in inglese, confessano di arrivare spesso tardi ai concerti e di innamorarsi troppo presto, e continuano a credere che la prossima canzone sistemerà tutto, anche se sanno che non succede quasi mai. Ma è proprio in questo tentativo ostinato – tenero, autoironico, profondamente umano – che trovano la loro identità.
Con “Bittersweet / Cherry Lady”, gli Odd Socks firmano un debutto che guarda al futuro con sensibilità e coraggio, portando sulla scena una voce nuova, fresca e piena di possibilità.

Dalla tribou di Zazibou