
“Fingi di Amarmi” è il nuovo singolo di SONORUGGIERO, fuori dall’8 maggio in autoproduzione con distribuzione Artist First. Un brano che affonda nelle crepe delle relazioni e nelle eredità emotive lasciate dall’infanzia, trasformando il dolore privato in una scrittura diretta, nervosa e profondamente confessionale.
Il cantautore pugliese classe 2001 costruisce una canzone divisa in due movimenti emotivi. La prima parte si muove in uno spazio fragile e introspettivo: SONORUGGIERO racconta la difficoltà di credere nell’amore dopo aver assistito alla fine del rapporto tra i suoi genitori. Un trauma che riaffiora nel presente e che, diventato adulto, sembra riproporsi nelle sue stesse relazioni come una condanna silenziosa.
Poi il brano cambia ritmo e intensità. La tensione cresce, la rabbia prende il sopravvento, le immagini diventano più dure. Le “pareti incendiate” evocano una casa invasa dai ricordi, un luogo emotivo impossibile da abbandonare davvero. Il bisogno di trattenersi lascia spazio allo sfogo, alla necessità di dire tutto, anche quello che per troppo tempo è rimasto compresso.
La produzione accompagna questo passaggio emotivo con una costruzione sonora in continua evoluzione. Violini e atmosfere eteree aprono la traccia seguendo il lato più vulnerabile del racconto, mentre l’ingresso di elementi elettronici sempre più incisivi trasforma gradualmente il brano in un’esplosione emotiva. Il risultato resta sospeso tra cantautorato contemporaneo e tensione pop elettronica.
Fin dagli esordi il progetto artistico di SONORUGGIERO si sviluppa insieme a David Ice, collaborazione che ha contribuito a definire un’identità sonora coerente e riconoscibile. Al centro della sua scrittura restano i rapporti umani, le dinamiche familiari e il conflitto interiore, raccontati senza sovrastrutture e con una forte componente narrativa. Dopo “Artificiale”, realizzato insieme a Mavie e dedicato al contrasto tra autenticità e costruzione nei rapporti contemporanei, “Fingi di Amarmi” prosegue questo percorso scavando ancora più a fondo nella vulnerabilità emotiva.

Dalla tribou di Zazibou