Ex-Otago, dieci anni di Marassi: tornare dove tutto è cominciato

STAZIONE MUSICAGennaio 15, 2026

Certi dischi non invecchiano perché non appartengono solo al tempo in cui sono stati scritti e Marassi degli Ex-Otago è uno di questi. Nel 2026 compie dieci anni, ma continua a suonare come un presente ostinato, come una cartografia emotiva che resiste al consumo rapido della memoria musicale. Non è soltanto un album: è un quartiere che diventa linguaggio, una periferia che si fa centro, una biografia collettiva che attraversa una generazione.

Per celebrarne il decennale, gli Ex-Otago scelgono un gesto controcorrente e profondamente simbolico: riportare Marassi nei club, là dove le canzoni sono nate, cresciute, sbagliate e aggiustate sera dopo sera. Un club tour che prende il via a gennaio e che, non a caso, parte da Genova. Dal 13 al 24 gennaio la band attraversa l’Italia da nord a sud – Genova, Torino, Milano, Bologna, Pistoia, Roma, Salerno, Conversano – con tutte le date sold out, a conferma di un legame che il tempo non ha scalfito. Dopo l’inverno, il ritorno a casa si farà ancora più grande: il 16 luglio 2026 Marassi verrà celebrato all’Arena del Mare di Genova, in una data estiva che si annuncia come una festa collettiva, una restituzione affettiva alla città da cui tutto è partito.

Uscito nel 2016, Marassi ha segnato un punto di svolta non solo per la carriera degli Ex-Otago, ma per l’intero panorama dell’indie italiano. È stato il disco che ha trasformato una band di culto in un riferimento generazionale, accompagnando il passaggio dell’indie dai margini al centro della scena popolare. Ma la sua forza non è mai stata nei numeri – pure importanti, tra dischi d’oro e platino – quanto nella capacità di raccontare un mondo preciso senza mai chiudersi in esso. Straordinariamente specifico e incredibilmente universale, Marassi ha dato voce a una normalità detonata, fatta di rabbia e ironia, di disincanto e desiderio, di leggerezza apparente e profondità politica.

Il quartiere di Marassi, con il carcere da una parte e lo stadio dall’altra, diventa metafora di tutte le periferie possibili. Dopo i vicoli, il porto e le campagne cantate da De André, Conte e Lauzi, gli Ex-Otago scelgono di posare lo sguardo su una zona popolare, spesso raccontata solo per stereotipi, e di restituirle complessità e dignità narrativa. In questo senso, Marassi è un disco profondamente politico: non perché proclami, ma perché osserva, nomina, espone. È un album che non pretende di dare risposte, ma che continua a fare domande scomode, con una lingua diretta e mai compiaciuta.

Riascoltato oggi, Marassi conserva intatta la sua urgenza. Le canzoni, da I giovani d’oggi a Quando sono con te, da Cinghiali incazzati a La nostra pelle, restano colonna sonora di un presente che, nonostante tutto, somiglia ancora troppo a quello raccontato dieci anni fa. È cambiato il contesto, sono mutati i linguaggi, ma il senso di precarietà, la fatica del lavoro, la rabbia sociale e il desiderio ostinato di restare a galla continuano a risuonare con la stessa forza. Perché, come suggeriscono gli Ex-Otago, “in dieci anni è cambiato tutto ma non è cambiato niente”.

Il ritorno nei club non è nostalgia, ma presa di posizione. In un’epoca dominata da grandi eventi, algoritmi e numeri, gli Ex-Otago rivendicano il valore dei piccoli spazi come luoghi di formazione artistica e umana. I club come laboratori di suono, di comunità, di immaginario. Luoghi in cui la musica non è solo intrattenimento, ma relazione, errore, sudore, empatia. È lì che Marassi ha preso forma, ed è lì che torna oggi, per riaffermare un’idea di musica indipendente, autentica e profondamente umana.

A oltre vent’anni dalla loro formazione, gli Ex-Otago continuano a muoversi lungo una traiettoria coerente, capace di evolversi senza tradire l’essenza. Dal trio acustico dei primi anni alla consacrazione con Marassi, fino alle esperienze più recenti, la band genovese ha attraversato stagioni, cambiamenti e pause mantenendo un linguaggio riconoscibile e una fedeltà rara alla propria storia. Festeggiare Marassi oggi significa allora esercitare un atto di gratitudine e di coraggio: fermarsi, tornare indietro, riconoscere ciò che ha reso possibile il percorso.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...