
Willy il Coyote insegue Beep Beep da decenni affidandosi a razzi, trappole, esplosivi e marchingegni ordinati alla Acme che, puntualmente, finiscono per ritorcersi contro di lui. Da questa vecchia gag dei Looney Tunes nasce Coyote vs. Acme, il film diretto da Dave Green che il 28 agosto è arrivato nelle sale americane dopo una vicenda produttiva decisamente insolita.
Nel primo weekend il film ha incassato circa 15,5 milioni di dollari, raggiungendo il secondo posto al box office nordamericano dietro Spider-Man: Brand New Day. Un debutto che riporta l’attenzione su un titolo di cui negli ultimi anni si era parlato soprattutto per il rischio concreto che non venisse mai distribuito.
Coyote vs. Acme mescola animazione e live action e porta alle estreme conseguenze una domanda che accompagna da sempre le disavventure di Willy il Coyote: chi risponde di tutti quei prodotti Acme che non hanno mai funzionato?

Nel film Willy decide di rivolgersi a un avvocato, interpretato da Will Forte, e di trascinare in tribunale l’azienda che gli ha fornito per anni strumenti tanto sofisticati quanto disastrosi. A difendere la Acme c’è invece John Cena, mentre nel cast compare anche Lana Condor. Il meccanismo classico del cartone viene così trasferito in una causa legale, mantenendo al centro la lunga e sfortunatissima relazione tra il Coyote e il marchio immaginario che ha accompagnato generazioni di spettatori.
Il film era già stato realizzato quando, nel 2023, Warner Bros. Discovery decise di non distribuirlo. Una scelta legata a valutazioni economiche e fiscali che suscitò parecchie polemiche a Hollywood e trasformò rapidamente Coyote vs. Acme in un caso.
A far discutere era soprattutto il fatto che non si trattasse di un progetto fermato durante la lavorazione. Il film era stato girato e sostanzialmente completato, con il lavoro di attori, sceneggiatori, animatori e tecnici già realizzato. La possibilità che tutto questo non arrivasse mai al pubblico alimentò una discussione più ampia sulle strategie delle grandi società dell’intrattenimento e sul destino delle opere una volta entrate nei meccanismi industriali delle major.
La situazione cambiò nel 2025, quando Ketchup Entertainment acquisì i diritti di Coyote vs. Acme con un accordo da circa 50 milioni di dollari, scegliendo di riportare il film verso la distribuzione cinematografica.
Il 28 agosto 2026 è arrivata così l’uscita nelle sale statunitensi. Secondo i primi dati del botteghino, Coyote vs. Acme ha raccolto circa 15,5 milioni di dollari in 3.575 cinema durante il weekend di debutto. Al di là del risultato che raggiungerà alla fine della sua corsa, il dato ha inevitabilmente attirato l’attenzione proprio per la travagliata storia precedente all’uscita.
Anche il regista Dave Green ha celebrato il momento con un semplice “We won”, dopo anni durante i quali il destino del progetto era rimasto incerto.
La vicenda, a ben vedere, è particolarmente adatta a Willy il Coyote. Un personaggio che da più di settant’anni costruisce piani destinati a fallire e che, qualunque cosa gli cada addosso, torna sempre all’inseguimento nella scena successiva. Anche il suo film sembrava destinato a fermarsi prima di raggiungere il pubblico, ma alla fine è riuscito ad arrivare in sala.
Ora manca l’Italia: Coyote vs. Acme sarà nei cinema italiani dal 2 settembre, distribuito da Lucky Red. E dopo tutto quello che è successo prima dell’uscita, stavolta vale la pena concedere almeno un punto a Willy.

Dalla tribou di Zazibou






