
ph @lanottedellataranta
La Notte della Taranta segna, per molti, la fine dell’estate. Dopo Melpignano si torna in ufficio, alla pausa caffè, alle mail, alla vita ordinaria. Prima, però, arriva quella che ogni anno assume la forma di una consacrazione collettiva della musica popolare nel Salento: una piazza enorme, tanta, tantissima pizzica, ospiti di richiamo, la diretta televisiva e un rito di fine agosto ormai familiare in tutta Italia.
Il Concertone ricorre oggi, 22 agosto; è stato annunciato mesi e mesi fa, eppure la conferenza stampa di ieri ha sacralizzato l’evento alla presenza di istituzioni, direttori artistici e presidenti. Una liturgia che si ripete ogni anno e che conferma quanto la manifestazione abbia superato da tempo i confini del festival musicale.
Quest’anno tutto è affidato a Ermal Meta e al Mediterraneo, centro ideale della ventinovesima edizione. Perché proprio lui come maestro conceratore? Perché poche biografie sembrano aderire altrettanto naturalmente alla mappa che il Concertone vuole disegnare. Meta nasce a Fier, in Albania, arriva a Bari a tredici anni e da qui comincia un percorso che lo porterà a diventare uno dei nomi più riconoscibili della musica italiana. Non serve quindi caricare la sua scelta di troppi significati simbolici: basta seguire la sua traiettoria.
Del resto, l’incontro con la Taranta è già avvenuto. Nel 2025 Meta era salito sul palco del Concertone cantando Lule Lule, antico canto d’amore arbëreshë, e Mediterraneo, tratto dall’album Buona fortuna. Un anno dopo torna nello stesso luogo, questa volta chiamato alla guida. Così, lingue, repertori e sensibilità diverse si ritrovano nello stesso punto, mentre la pizzica continua a fare ciò che ha fatto negli ultimi decenni: partire da un territorio e scoprire fin dove può arrivare.
Sul palco quest’anno saliranno, tra gli altri, Alessandra Amoroso, Gisela João, Levante, Maria Mazzotta, Sayf, Giulia Vecchio e Welo. Molti giocano in casa, e per una volta tanto vale la pena dimenticare il nemo propheta in patria: perché andare a cercare talenti a migliaia di chilometri quando alcuni dei migliori sono cresciuti a pochi passi dal palco?
C’è poi da dire che, quest’anno, ad ascoltare saranno in tanti, sempre di più. Oltre alla diretta Rai – per essere precisi: Rai3 con la conduzione di Aurora Leone ed Ema Stokholma, Rai Radio2 con il commento di Martina Martorano, RayPlay e San Marino Rtv – il Concertone sarà trasmesso in Eurovisione. Altro pubblico, altri Paesi, altri numeri per una manifestazione nata nel cuore della Grecìa Salentina e diventata uno degli appuntamenti musicali dell’estate italiana. E questo non si può negare.
Sulla Notte della Taranta si è detto tanto e sì, continua a far discutere. Delle volte i puristi sostengono che le contaminazioni con altri generi finiscano per minare una tradizione lunga secoli, ma sono proprio quelle contaminazioni ad aver allargato il bacino del Concertone, portando la pizzica fuori dalle feste di paese e trasformandola in un linguaggio popolare nel senso più ampio del termine.
Ogni anno si discute degli ospiti, del maestro concertatore, degli arrangiamenti, di quanta tradizione sia rimasta e di quanto pop, rap, trap e così via sia entrato. Ogni anno la piazza si riempie ancora ed è questa la risposta che serve a tutti: la Notte della Taranta è arrivata alla ventinovesima edizione e si prepara a compiere trent’anni. Trent’anni, per un Concertone nato nel Salento e cresciuto fino all’Eurovisione, mica sono pochi. Specialmente quando i numeri continuano a diventare sempre più grandi.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






