
Ventitré storie attraversate da una città che diventa voce, memoria e presenza narrativa. Lunedì 25 maggio alle 18, alla libreria Mondadori del Rione Alto al Vomero, sarà presentato “Il Dindolo”, il nuovo lavoro editoriale della giornalista e scrittrice napoletana Anna Calì, pubblicato da Rosabianca Edizioni.
Al centro della raccolta torna Napoli, elemento che unisce tutti i racconti e che nelle pagine del libro supera il ruolo di semplice ambientazione per trasformarsi in parte viva della narrazione. Vicoli, atmosfere, silenzi e dettagli urbani diventano così il terreno dentro cui prendono forma personaggi, relazioni e frammenti di quotidianità.
A guidare l’incontro saranno i giornalisti Marina Topa e Bruno Marchionibus, che accompagneranno il pubblico in un percorso tra i racconti e le suggestioni della raccolta.
Il Dindolo costruisce il proprio immaginario attraverso ventitré storie che si muovono tra dimensione reale e narrativa, affrontando temi come l’amore, il rimpianto, la memoria, la fragilità delle relazioni umane e il rapporto tra presenza e assenza. Napoli emerge come filo conduttore di un percorso che osserva la città nelle sue molteplici sfumature, trasformandola in spazio emotivo prima ancora che geografico.
Anna Calì, nata nel 1996, è giornalista e scrittrice napoletana. Si occupa principalmente di cronaca nera, settore nel quale ha sviluppato un approccio narrativo costruito su precisione, sensibilità e attenzione al racconto dei fatti.
Nel 2022 ha pubblicato Passione Azzurra per Officina Milena, dedicato al mondo del calcio e ai più giovani tifosi del Napoli. Nel 2024 è arrivato Le Melodie del Golfo per PAV Edizioni, primo lavoro nel genere giallo.
Nel suo percorso figurano inoltre diversi riconoscimenti giornalistici e letterari, tra cui i premi “La Campania si racconta”, “Virgilio Publio Marone” e “Campania Terra Felix”, insieme a numerose partecipazioni finaliste in concorsi dedicati alla scrittura.
Con Il Dindolo, Anna Calì torna a una dimensione narrativa costruita sui luoghi, sulle persone e sulle piccole tensioni della vita quotidiana, scegliendo Napoli come punto di partenza e di ritorno di un racconto che attraversa identità, memoria e relazioni umane.

Dalla tribou di Zazibou