
Con 1×1, presentato il 5 ottobre nello spazio C.O.S.M.O. di Milano, Alessio de Girolamo prosegue la sua ricerca sulle relazioni tra linguaggio, suono e percezione. L’opera si presenta come un testo dialogico, una lunga conversazione tra “IO” e “TU”, che si sviluppa come un dispositivo concettuale, un laboratorio di pensiero in cui l’artista interroga le radici biologiche e simboliche della comunicazione.
Il formato del dialogo non è casuale: de Girolamo utilizza la struttura socratica per far emergere domande più che risposte, costruendo un campo di tensione tra l’istinto e la riflessione, tra la paura e la coscienza. È un testo che non accompagna semplicemente la mostra, ma è la mostra stessa: il linguaggio diventa materia plastica, spazio performativo, luogo d’ascolto.
L’interrogativo centrale di 1×1 riguarda il momento in cui il suono si trasforma in linguaggio e il linguaggio in coscienza. A partire da una domanda apparentemente ingenua, ovvero “Se fossi arrivata sulla terra mai abitata prima da esseri umani, che sentimento proveresti?”, si apre una riflessione sulla genesi della paura, del desiderio e dell’empatia. Il dialogo attraversa la biologia, la filosofia e la semiotica, intrecciando riferimenti evolutivi e antropologici con intuizioni percettive: l’idea che il suono sia un istinto di sopravvivenza prima che un atto culturale e che nella costruzione musicale e linguistica si nasconda ancora oggi la traccia di quel primo impulso vitale.
Alessio de Girolamo non si limita a una speculazione astratta: la conversazione si fa ritmo e tempo. La scrittura, organizzata come un flusso alternato di domande e risposte, riproduce la dinamica stessa dell’ascolto, rendendo il lettore parte del dispositivo installativo. È come se l’artista tentasse di restituire alla parola il suo peso acustico, il suo statuto di vibrazione e di presenza fisica.
In continuità con i suoi lavori precedenti, spesso costruiti come installazioni sonore e ambienti testuali, 1×1 indaga il linguaggio non come veicolo ma come materia vivente, un sistema di relazioni in cui il pensiero si fa spazio e il tempo diventa esperienza. De Girolamo costruisce così una forma di scrittura che appartiene all’arte visiva ma si muove dentro la teoria, al confine tra filosofia e performance.
La scelta di esporre il lavoro da C.O.S.M.O., spazio milanese diretto da Luca Pancrazzi ed Elena El Asmar, appare coerente: il luogo è pensato come laboratorio di pratiche artistiche legate al tempo e all’ascolto, un contesto che permette di leggere 1×1 non come opera conclusa ma come processo aperto, destinato a modificarsi nella durata e nell’incontro.
Se il titolo 1×1 allude a un rapporto primario, dunque uno a uno, soggetto e oggetto, voce e orecchio, il lavoro di De Girolamo restituisce la complessità di quella relazione, mettendo in crisi l’idea di comunicazione lineare e invitando a considerare il linguaggio come campo di reciproca vulnerabilità.
>> 5 ottobre – 30 dicembre 2025
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






