Abbiamo visto Cena di classe: il cast ci piace davvero tanto, il film meno

CINEMAAgosto 14, 2026

Avevamo ottimi motivi per guardare Cena di classe. Francesco Mandelli alla regia, Andrea Pisani, Roberto Lipari, Herbert Ballerina, Beatrice Arnera, Nicola Nocella e Giulia Vecchio nel cast. Una concentrazione di persone che, prese singolarmente, ci stanno molto simpatiche. Insieme, ancora di più.

Il problema arriva quando finiscono le presentazioni e comincia il film.

Che cosa racconta Cena di classe

La storia parte nel 2008. Manca un mese alla maturità e gli studenti della 5D occupano il liceo. Sono amici, si filmano, fanno progetti e parlano del futuro con la sicurezza di chi ancora pensa di avere tutto il tempo per cambiare idea. Lo diciamo subito: ci siamo riconosciuti esattamente in quella generazione.

Poi accade che diciassette anni dopo si incontrano di nuovo per il funerale di Pozzi, il compagno che li seguiva sempre con la videocamera. Il gruppo ha perso pezzi (e Pozzi), entusiasmo e parecchie certezze. Una cena e un vecchio filmato li riportano nella scuola, dove la rimpatriata assume rapidamente proporzioni improbabili.

Da quel momento vengono fuori segreti, bugie e questioni conservate dai tempi del liceo. Tutto durante una sola notte, perché evidentemente diciassette anni di silenzio richiedevano una soluzione entro l’alba.

Andrea Pisani fa ridere anche da fermo

Andrea Pisani ci piace tanto tanto: fa ridere prima della battuta. A volte anche al posto della battuta. Gli basta entrare nell’inquadratura con una certa espressione, guardare male qualcuno o rimanere qualche secondo in silenzio.

Il suo personaggio funziona soprattutto nei momenti più piccoli, quando il film gli lascia la possibilità di reagire a quello che accade (non dimenticheremo mai lui che arriva con la macchina aziendale). Pisani ha un volto naturalmente comico e sa usarlo senza trasformare ogni scena in un numero. Potrebbe leggere gli ingredienti di una confezione di cracker e probabilmente troveremmo divertente anche quello. Quindi sì, sempre sia lodato.

Giulia Vecchio potrebbe anche stare in silenzio

Anche lei, Giulia Vecchio conferma ancora una volta quanto sia brava. Con una presenza che prescinde dalle parole, con un volto che cambia continuamente, che registra quello che succede e racconta già qualcosa prima che il personaggio parli.

Conosciamo bene la sua precisione nelle imitazioni, ma qui emerge soprattutto il lavoro da attrice. Vorremmo vederla sempre più spesso al cinema, possibilmente in ruoli che le concedano ancora più spazio.

Una compagnia che guarderemmo volentieri altrove

Il resto del cast alimenta la stessa sensazione. Herbert Ballerina porta la propria comicità laterale (ti si ama Herbert), Roberto Lipari conserva una naturalezza piacevole e Beatrice Arnera sostiene bene anche le parti più serie. Nicola Nocella, Francesco Russo e Annandrea Vitrano completano un gruppo che sembra conoscersi da molto tempo.

Guardandoli insieme viene voglia di partecipare alla cena, o almeno di sedersi al tavolo accanto e ascoltare. Gli attori rendono credibile quella familiarità strana che sopravvive tra ex compagni: persone che conoscono versioni antiche di noi e possono ricordarcele nel momento meno opportuno.

La simpatia del gruppo regge parecchie scene. A un certo punto, però, la sola simpatia comincia a faticare.

Una notte con troppe cose da risolvere

Cena di classe mette sul tavolo molti argomenti e assegna quasi a tutti un dolore da confessare. Le vite immaginate da adolescenti si sono rivelate diverse, alcune relazioni sono finite male, diversi sogni hanno cambiato forma. Fin qui, materiale perfetto per una storia.

Il film aggiunge progressivamente nuovi segreti, svolte e momenti pensati per diventare memorabili. La vecchia scuola si trasforma nel luogo in cui affrontare ogni fallimento accumulato dall’esame di maturità in poi. Il risultato diventa presto troppo pieno.

Alcune rivelazioni chiedono commozione, altre cercano la risata, altre ancora puntano sull’assurdo. Il passaggio da un tono all’altro arriva spesso prima che la scena precedente abbia trovato una conclusione. Il film sembra avere fretta di raccontare tutto e finisce per dare poco peso proprio alle vicende che avrebbero meritato più tempo.

Tutti i ricordi del 2008

Il richiamo al 2008 accompagna l’intera storia: la scuola occupata, i video girati con una videocamera, le amicizie considerate eterne e i Mondiali del 2006 trasformati in ricordo comune. Sono immagini familiari per chi appartiene alla stessa generazione dei protagonisti.

Qui il passato diventa però molto insistente. Il film continua a bussare alla memoria dello spettatore, come un ex compagno che durante la cena ripete per la quarta volta lo stesso aneddoto della gita. La prima volta sorridi, la seconda pure. Alla quarta inizi a guardare il telefono.

La nostalgia funziona quando compare quasi per caso, dentro un oggetto, una canzone o un modo di parlare. Quando viene sottolineata continuamente perde parte del suo effetto.

Alla fine, il cast vince sul film

L’idea alla base di Cena di classe resta interessante: incontrare le persone con cui siamo cresciuti e scoprire quanto siamo diventati diversi da ciò che avevamo promesso. Il film, però, carica questa intuizione di troppe situazioni e le affida a una trama sempre più movimentata.

Salviamo sicuramente gli attori, ed è parecchio. Andrea Pisani ci fa ridere anche mentre tace. Giulia Vecchio riesce a recitare con un sopracciglio. Herbert Ballerina è Herbert Ballerina, qualità che conserva sempre una sua utilità. Tutto il gruppo rende piacevole la visione anche quando la storia perde misura.

Il cast ci piace davvero tanto. Cena di classe, invece, ci ha convinto meno. Una rimpatriata riuscita a metà: siamo felici di avere rivisto tutti, ma probabilmente saremmo andati via prima del dolce.

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