A cinque anni dalla scomparsa di Maradona, Federico Buffa porta in scena La Milonga del Fútbol a Eboli

CULTURANovembre 26, 2025

A cinque anni esatti dalla morte di Diego Armando Maradona, il “pibe de oro” che ha segnato per sempre la storia del calcio e l’immaginario collettivo mondiale, il suo mito torna idealmente in Italia attraverso la voce e il talento narrativo di Federico Buffa.
Il 25 novembre, al Cineteatro Italia di Eboli (Salerno), va in scena La Milonga del Fútbol, spettacolo ideato e diretto da Pierluigi Iorio, tratto dall’omonimo libro del celebre giornalista sportivo, e prodotto da IMARTS – International Music and Arts.

Buffa, definito da Aldo Grasso un “narratore straordinario, capace di fare vera cultura, cioè di stabilire collegamenti, creare connessioni, aprire digressioni”, accompagna il pubblico in un viaggio appassionante nella storia dell’Argentina: un secolo di sogni, cadute e rinascite, intrecciati indissolubilmente al destino del suo popolo e dei suoi idoli sportivi.

Sul palco, insieme alla sua voce, le musiche originali di Alessandro Nidi, eseguite dal vivo al pianoforte, e la presenza intensa di Mascia Foschi, che aggiunge colore e profondità emotiva al racconto.
Il risultato è un affresco pulsante di vita e di storia: dalle magie di Renato Cesarini, funambolo del gol e simbolo del calcio romantico, ai dribbling geniali di Omar Sivori, fino ad arrivare all’immenso Maradona, che negli anni ’80 trovò a Napoli una seconda patria, diventando simbolo di riscatto, passione e appartenenza.

La Milonga del Fútbol è molto più di uno spettacolo di narrazione sportiva: è un tango emotivo, un racconto epico e struggente in cui musica, memoria e identità si intrecciano. È un omaggio all’Argentina e alle sue contraddizioni, al suo popolo, alla sua cultura fatta di ballo, fede e sogni condivisi nei quartieri, negli stadi, nelle notti di festa e di dolore.

Nelle parole del regista Pierluigi Iorio, Buffa “nel toccare le corde dell’anima e del cuore, ci racconta la vita che diventa letteratura”, ed eccola la sua capacità di trasformare lo sport in epica, e i personaggi in miti, che rende unico lo spettacolo.

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