
ph © Filipe Ferreira
Negli anni in cui la nostra attenzione è il bene più conteso, “Overload” della compagnia Sotterraneo si impone come uno degli spettacoli teatrali più geniali e stimolanti degli ultimi anni. Con una combinazione di intelligenza tagliente, ironia e una messa in scena magistrale, questo spettacolo riesce a catturare, frantumare e riassemblare la nostra percezione della realtà contemporanea.
Premio Ubu 2018, “Overload” non è solo uno spettacolo: partendo da David Foster Wallace, è un’esperienza totale, una sorta di specchio deformante che riflette la condizione di iperconnessione e saturazione in cui viviamo. Attraverso un ritmo serrato, frammenti di storie, citazioni e interazioni con il pubblico, Sotterraneo costruisce un mosaico che è tanto caotico quanto coerente. Lo spettatore viene trascinato in un vortice di stimoli che imitano perfettamente il sovraccarico sensoriale del nostro tempo.
[…] Ci sono due pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: “Salve, ragazzi. Com’è l’acqua?” I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa “Che cavolo è l’acqua?” […]
La struttura dello spettacolo è un capolavoro di inventiva. Sotterraneo riesce a trasformare un tema complesso come la dispersione dell’attenzione in un’esperienza accessibile e, paradossalmente, coinvolgente. Lo spettacolo gioca con le aspettative del pubblico, interrompendo e riprendendo narrazioni, inserendo momenti di riflessione e strappando risate con trovate di brillante umorismo. Ogni elemento è studiato per mettere in discussione il nostro rapporto con la tecnologia, i media e il flusso incessante di informazioni.
Ciò che rende “Overload” così potente è la sua capacità di parlare a tutti. Chiunque si sia mai sentito sopraffatto dalle notifiche, dai titoli dei giornali o dai feed social troverà in questo spettacolo uno specchio impietoso e al tempo stesso consolatorio. Sotterraneo non si limita a criticare la modernità: ne svela le contraddizioni con uno sguardo ironico e profondamente umano.
“Overload” non è solo uno spettacolo teatrale: è un manifesto, una riflessione e un esperimento. La compagnia Sotterraneo dimostra una padronanza straordinaria del linguaggio scenico, unita a una sensibilità unica nel trattare temi attuali senza cadere nella banalità o nel didascalismo. Il risultato è un’opera che resta impressa nella mente dello spettatore molto tempo dopo che le luci si sono spente.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.