
Una sedia di plastica incatenata a un palo lungo una strada statale. Sempre la stessa, fotografata ogni giorno per un anno. Da questo gesto ripetuto nasce The Absence, il progetto di Attilio Solzi che per la prima volta viene presentato nella sua interezza in Off the Ground, mostra personale ospitata dalla Fondazione Pino Pascali dal 10 ottobre al 15 novembre 2026, a cura di Michele Spinelli.
Sono 365 fotografie realizzate lungo la strada statale Paullese, tra Milano e Cremona. Al centro dell’immagine rimane un oggetto ordinario, mentre tutto ciò che gli sta intorno cambia: la luce, le stagioni, le condizioni atmosferiche e, soprattutto, il tempo.
L’origine del progetto è proprio quella sedia, incatenata a un palo e apparentemente marginale nel paesaggio. Solzi comincia a osservarla come qualcosa di diverso: un dispositivo di occupazione dello spazio, uno strumento di lavoro e la traccia di una presenza che resta fuori dall’inquadratura. Per dodici mesi torna quotidianamente nello stesso luogo e fotografa l’oggetto esattamente nella posizione in cui lo trova.
Il titolo della mostra, Off the Ground, letteralmente “sollevato dal suolo”, introduce una condizione di sospensione che accompagna l’intero progetto. Nella ricerca di Solzi il corpo, solitamente centrale, scompare dall’immagine. Al suo posto rimangono supporti, tracce, strutture e relazioni spaziali.
È proprio questa assenza a costruire il ritratto. La persona non compare mai nelle 365 fotografie, eppure la sua presenza continua a essere suggerita dalla posizione della sedia e dalle trasformazioni che avvengono intorno a essa. L’oggetto diventa così la misura di qualcosa che rimane invisibile e, allo stesso tempo, continua a determinare l’immagine.
La ripetizione assume un ruolo centrale. Fotografare lo stesso soggetto ogni giorno trasforma le variazioni minime in elementi narrativi e rende il tempo parte stessa dell’opera. La serialità richiama alcune esperienze della fotografia concettuale, mentre l’aderenza alla quotidianità porta il progetto verso una riflessione sulla condizione esistenziale e sociale contemporanea.
Anche l’allestimento alla Fondazione Pino Pascali segue questa logica. Le tre sale principali diventano un unico percorso di circa cento metri lineari, lungo il quale le 365 fotografie vengono presentate in progressione continua. Lo spettatore ritrova così nello spazio espositivo lo stesso ritmo accumulato dall’artista durante un anno di osservazione.
Off the Ground trasforma un gesto quotidiano e un oggetto apparentemente anonimo in un esercizio sul tempo e sullo sguardo. Giorno dopo giorno, ciò che sembra identico rivela le proprie variazioni e l’assenza finisce per diventare il soggetto più presente dell’intera serie.
La mostra inaugura il 10 ottobre alle 18.30 alla Fondazione Pino Pascali e resterà visitabile fino al 15 novembre 2026.
Giornalista, mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore) e molti contributi sono stati pubblicati in diversi saggi. Ho un laboratorio di digital stoytelling presso l’Università del Salento.
Docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alterno comunicati stampa, la mia disappunti a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.






