
Ogni anno, il terzo lunedì di gennaio viene etichettato come il “Blue Monday”, ovvero il giorno più triste dell’anno. Secondo questa teoria, una combinazione di fattori come il clima freddo, i soldi spesi durante le festività, il calo della motivazione e il ritorno alla routine quotidiana renderebbe questa giornata particolarmente deprimente. Tuttavia, siamo qui per dirvi che il Blue Monday è più un mito che una realtà.
L’idea del Blue Monday ha avuto origine nel 2005, quando uno psicologo britannico, Cliff Arnall, formulò una presunta equazione matematica per determinare il giorno più triste dell’anno. Tuttavia, questa formula è stata ampiamente criticata dalla comunità scientifica per la sua mancanza di rigore metodologico e per essere stata originariamente commissionata da un’agenzia di viaggi come strategia di marketing.
Le emozioni umane sono complesse e soggettive. Ridurre la tristezza a un singolo giorno dell’anno è semplicistico e fuorviante. Fattori come esperienze personali, ambiente sociale e stato di salute mentale hanno un impatto molto più significativo sul nostro umore rispetto a una data arbitraria nel calendario.
Essere convinti che il Blue Monday sia il giorno più triste dell’anno potrebbe effettivamente farci sentire più giù del solito. Questo fenomeno psicologico è noto come effetto placebo: se crediamo che qualcosa ci influenzi negativamente, è più probabile che lo faccia.
Invece di vedere il Blue Monday come un giorno inevitabilmente triste, potremmo sfruttarlo come opportunità per prenderci cura di noi stessi e degli altri. Ecco alcune idee per rendere questa giornata più positiva:
Il Blue Monday non ha basi scientifiche solide e non dovremmo lasciarci influenzare da questa narrativa negativa. Ogni giorno offre l’opportunità di trovare motivazione e gioia, indipendentemente dalla stagione o dalle circostanze esterne. Sta a noi scegliere come affrontarlo.
Mi occupo di comunicazione culturale ed eventi. Curo strategie editoriali e campagne social con un occhio sempre attento alle parole, quelle giuste, e alle persone, quelle che fanno la differenza.
Nel 2021, ho pubblicato “Marketing per eventi culturali” (Flaccovio Editore); sono docente di marketing culturale, collaboro con musei, comuni, teatri, festival e riviste, alternando comunicati stampa a disappunti poetici, project management a sorteggi di libri che leggo e consiglio ogni settimana.
Vivo e lavoro nel Salento, qui dove si coltivano idee, si sperimentano linguaggi e si trovano scorci perfetti per ripensare tutto. Guardo troppe serie tv, amo il cinema di Woody Allen e viaggio con il mio zaino Biagio. Ho due gatti, Stanis & Gigio, e spesso invidio la loro capacità di ignorare il mondo quando serve.