“Onde” di Maria Mazzotta vince il Premio Città di Loano: la tradizione diventa elettrica, viscerale e politica

STAZIONE MUSICAGiugno 18, 2025

C’è un’onda che non si ferma. Non conosce argini, non rispetta le regole del mercato, non resta chiusa nei confini di un genere. È “Onde”, il nuovo album di Maria Mazzotta, che ha appena conquistato il Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana, il riconoscimento più importante del Paese dedicato alla musica folk e di radice. Un premio assegnato da oltre cinquanta giornalisti e studiosi del settore, che quest’anno ha deciso di premiare non solo un disco, ma una visione.

Prodotto dall’etichetta pugliese Zero Nove Nove, il disco è stato pubblicato il 23 aprile 2024 e nasce dall’incontro potente e consapevole tra la voce viscerale di Maria Mazzotta, la chitarra elettrica di Ernesto Nobili e le percussioni metropolitane di Cristiano Della Monica. È un’opera che attraversa i mari, letteralmente: dentro “Onde” c’è il Mediterraneo che culla e respinge, ci sono le correnti dell’anima, i flussi migratori, le derive sonore che mischiano pizzica e post rock, buleria e desert blues. È un disco che non ha paura di cantare la realtà.

Il brano d’apertura, “La fortuna”, è già una dichiarazione di intenti. Una ballata psichedelica che diventa preghiera laica per chi attraversa il mare e non arriva. “La fortuna” è figura lucente e disperata, che piange in mezzo all’acqua per le vite spezzate, per le navi che affondano nel silenzio, per i porti chiusi, per le morti che non fanno più notizia. E Maria Mazzotta non accetta che l’indifferenza diventi normalità: canta per ricordare, per scuotere, per abbracciare.

Nel secondo brano, “Sula nu puei stare”, la voce salentina si fonde con quella del grande Bombino, chitarrista e cantautore del Niger, in un’evocazione che sa di sabbia e di Sud. È una danza che unisce Africa e Salento, in cui il ritmo diventa ponte e la lingua un richiamo ancestrale alla solidarietà, all’empatia, al diritto di appartenere a più terre, a più identità.

“Onde” è anche un album di metafore: il suono è propagazione, è energia che si muove senza spostare materia. È la fisica che incontra l’emozione, la tradizione contadina che si fa suburbana, la voce che si fa strumento. Così la chitarra di Nobili graffia e accarezza, mentre le percussioni di Della Monica suggeriscono traiettorie urbane e rituali antichi.

Il disco – disponibile anche in edizione vinile limitata con due inediti dal vivo (“Nuotando nell’aria” e “Nu me lassare”, registrati all’Auditorium Novecento di Napoli) – è stato accolto con entusiasmo dalla critica internazionale: disco dell’anno per BlogFoolk, quinto nella World Music Europe Chart, quindicesimo nella Transglobal World Music Chart, candidato al prestigioso Preis der Deutschen Schallplatten Kritik.

Ma “Onde” è anche una storia editoriale: Zero Nove Nove, piccola casa discografica pugliese che cura ogni uscita con precisione artigianale, non si ferma alla vittoria di Mazzotta. Nella classifica del Premio Loano 2024 compaiono anche Faraualla (quinte con Culla e tempesta) e Dario Muci (sesto con Talassa), confermando la forza e la ricchezza di una scena musicale che ha radici nel Sud ma respiro internazionale.

La tournée di “Onde” è già un viaggio che attraversa palchi e frontiere: dopo Parigi, Madrid, Amsterdam e Berlino, il trio di Mazzotta tornerà in Salento l’11 luglio a Parabita, il 4 agosto a Zollino e infine il 6 settembre a Loano, per ritirare il premio là dove tutto è cominciato.

In un’epoca in cui la tradizione rischia spesso di diventare cartolina, Maria Mazzotta sceglie invece la strada più difficile e necessaria: quella che guarda avanti, che si contamina, che accetta la tempesta, e con essa la verità delle onde.

Loading Next Post...
Follow
Sign In/Sign Up Sidebar Search
Loading

Signing-in 3 seconds...

Signing-up 3 seconds...